Sto prendendo il caffè con un amico editore quando mi arriva l’email di un’aspirante autrice che con toni entusiastici esalta la casa editrice, la bellezza della nostra linea editoriale, la mia innata simpatia social, e conclude dicendo che ci segue ormai da anni, che si sente come una di famiglia e proprio per questo deve assolutamente pubblicare con noi, non accetterà un no come risposta. Sedotto dal tono del messaggio lo mostro al mio amico editore per dirgli: “Hai visto?”. Lui allora, con nonchalance, tira fuori il telefono e mi mostra un’email identica, nel senso che è fatta col copia-incolla, arrivatagli dalla stessa autrice ma il giorno prima, cambiando giusto il nome del destinatario. Ho capito così che fondamentalmente ogni editore è un pollo, basta solleticargli la corda giusta e quello subito si lascerà intortare.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
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domenica 23 luglio 2023
giovedì 31 gennaio 2019
il lettore saggio
Non ho nulla contro l'acquisto compulsivo di libri cartacei (figurarsi!) però stamattina su IBS ho visto che vendono gli ebook di Gli anni al contrario di Nadia Terranova a 0,99 euro e Sostiene Pereira di Antonio Tabucchi a 3,99. Quindi, ahivoglia ad annusare romanticamente l'odore della carta, ma il lettore saggio che ha in tasca venti euro, sa quando bisogna approfittare del progresso e invece di accontentarsi di comprare due libri bellissimi e basta, il lettore saggio compra due ebook bellissimi + un libro cartaceo a scelta da 13 euro, meglio se di un editore indipendente!, e con le due euro che gli restano ci va a prendere un caffè al bar con la commessa della libreria.
giovedì 10 gennaio 2019
pausa caffè
Alle 10.53 del 10 gennaio ho davanti a me 27 proposte editoriali da leggere e valutare. Mi pare assodato che in Italia ci sono più poeti che giorni dell’anno per leggerli. Pausa caffè.
mercoledì 19 dicembre 2018
se sapeste
Se voi comuni stipendiati sapeste la fatica che dobbiamo fare noi scalzacani della cultura per farci pagare un lavoro, come minimo, quando ci vedete passare per strada, dovreste abbracciarci forte, possibilmente offrire un bignè.
venerdì 29 settembre 2017
ma oggi cos'è lunedì o venerdì?
Giornata di pioggia e di caffè senza sveglia.
Ma perché Fantozzi fa solo tragiche rime?
giovedì 26 settembre 2013
caffè in piazza
Se avessi dato retta a mio padre
invece che scrivere versi
(ma preso diploma da geometra
poi posto al Comune
chiedendo favori opportuni
al cugino assessore) adesso
invece che poetare in piazza sulle scale
aspettando nel sole uno stronzo
che m’offra un caffè
me ne stavo in ufficio a lavoro
a grattarmi beatamente lo scroto
come in tutti gli uffici del globo
fiero di me e del mio penare
dietro a un salario di fame
senza più l’ansia di un domani
ancora non accatastato. Amaro caffè
invecchiato.
invece che scrivere versi
(ma preso diploma da geometra
poi posto al Comune
chiedendo favori opportuni
al cugino assessore) adesso
invece che poetare in piazza sulle scale
aspettando nel sole uno stronzo
che m’offra un caffè
me ne stavo in ufficio a lavoro
a grattarmi beatamente lo scroto
come in tutti gli uffici del globo
fiero di me e del mio penare
dietro a un salario di fame
senza più l’ansia di un domani
ancora non accatastato. Amaro caffè
invecchiato.
domenica 25 agosto 2013
per poter scrivere
Uno deve avere soldi e una sedia comoda e due buone cuffie per isolarsi dal mondo, per poter scrivere. Potendo chiedere, anche una macchinetta del caffè. Una stanza tutta per sé, oggi, è già troppo lusso.
venerdì 14 giugno 2013
l'aria
Il giorno in cui è morto mio nonno, lui era così grande che quasi non entrava nella cassa. Ci stava stretto con le spalle larghissime e toccava il fondo con la suola lucida delle scarpe, le sue grosse mani spingevano sui bordi per uscire. Sembrava goffo, come chi non si sente a suo agio col proprio destino mortale e se ne sta sull’attenti, aspettando un qualsiasi accidente che lo salvi dall’imbarazzo. Più di tutto, però, di lui spiccava il naso, con la sua gobba secolare e le narici storte a forza di annusare l’aria, lo vedevi ergersi oltre l’orizzonte immacolato della bara, come ad inseguire l’aroma denso di caffè, preparato per noi dai vicini nel primo mattino. Sarebbe stata la prima colazione che saltava dai tempi della guerra, e anche per questo, forse, ci teneva il muso e rifiutava di parlare con chiunque.
Nota. Con questo raccontino si conclude il piccolo romanzo a puntate sull’amicizia con mio nonno Antonio, venuto a mancare ieri, 13 giugno. L’ultima cosa che ha detto è stata: “Così è la vita”, poi è morto. Nei prossimi mesi mi piacerebbe raccogliere tutti i raccontini scritti intorno a lui negli ultimi due anni e pubblicare un libro in sua memoria e in memoria dell’altro mio nonno, Donato, morto cinque giorni prima, l’8 giugno, anticipando di pochissimo il suo amico.
Nota. Con questo raccontino si conclude il piccolo romanzo a puntate sull’amicizia con mio nonno Antonio, venuto a mancare ieri, 13 giugno. L’ultima cosa che ha detto è stata: “Così è la vita”, poi è morto. Nei prossimi mesi mi piacerebbe raccogliere tutti i raccontini scritti intorno a lui negli ultimi due anni e pubblicare un libro in sua memoria e in memoria dell’altro mio nonno, Donato, morto cinque giorni prima, l’8 giugno, anticipando di pochissimo il suo amico.
giovedì 23 febbraio 2012
la comparsa delle branchie
Ogni giorno aspetto Dio al bar per prenderci un caffè insieme. Discutiamo del tempo, dell’ultima notizia letta sui giornali, il prezzo dei pomodori sul mercato, la pop star morta di overdose, la prossima guerra del mondo. Farà ancora brutto, mi dice, forse per farmi dispetto, lui che gira i rubinetti lo sa. Appena pochi sprazzi di sole, giusto per darci respiro. Perché?, gli chiedo, qual è lo scopo? È un modo come un altro di proseguire la vostra evoluzione. Cadrà tanta acqua finché non vi spuntano le branchie! E dopo? Dopo nulla, prosciugherò tutti i mari. Dio ha uno strano senso dell’umorismo. Ancora non capisco, gli dico, a cosa serve tutto questo, qual è la sua utilità? Tu pensa alla salute e apri gli occhi, mi risponde ogni volta. Vedrai che un giorno lo capisci.
Nella foto La Sirena di Magritte. (Grazie a Cristina per il suggerimento pittorico).
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