Negli ultimi giorni mi sono studiato la storia, assai divertente, di un celebre standard di Natale, Have yourself a Merry Little Christmas, che almeno sul mercato americano è il sesto brano pop-natalizio più inciso di tutti i tempi, e non è poco. Molto del suo fascino agrodolce deriva dalla particolare mistura fra la malinconia della musica e l’ottimismo delle parole, le quali però sono il frutto di diversi compromessi produttivi successivi alla sua composizione. La canzone venne scritta in piena Seconda guerra mondiale, da un giovane compositore di Hollywood, Hugh Martin, che per età avrebbe potuto essere chiamato sotto le armi in qualsiasi momento; venne quindi scritta con l’ansia di dover partir soldato. Gli era stata commissionata per un film innocuo con Judy Garland, Meet me in St. Louise (1944), che parlava di una famiglia che si deve trasferire dal paesino a New York e dove lei è una ragazza che ha paura di perdere i vecchi amici e il fidanzatino (Tom Drake). L’idea della partenza alla base del film stimolò la vena creativa di Martin, ma ne venne fuori una canzone talmente triste (col primo verso che diceva “Cerca di passare un felice Natale, perché potrebbe essere l’ultimo”) che la Garland si rifiutò di cantarla e la canzone rischiò di essere cestinata perché invece l’autore la sentiva così sua che non voleva modificare il testo. A tal proposito ci sono due versioni della stessa storia su come poi vennero apportate le modifiche che ne fecero il successo commerciale che è diventato. In una, raccontata da Tom Drake (il fidanzatino della Garland nel film), Drake prese Martin sottobraccio e gli fece un discorso da adulto: “Senti, questa è una grande canzone ma non fare il testardo, lavoraci ancora, modifica il testo dove serve e vedrai che diventerà un successo”. Nella seconda, riferita da Hugh Martin, c’è Drake che lo afferra per il collo della camicia e gli sbraita contro: “Brutto figlio di zoccola, chi ti credi di essere? O aggiusti quella stronza canzone o giuro che ti appendo al muro!”. Non si sa di preciso come sia andata, fatto sta che Martin ci lavorò ancora, venendo incontro alle esigenze di produzione (col testo che da pessimista diventò speranzoso: “Datti la possibilità di passare un felice semplice Natale, lascia che il tuo cuore sia leggero, l’anno prossimo tutti i nostri problemi saranno finiti”) e la canzone rimaneggiata divenne in breve tempo così famosa, catturando evidentemente lo spirito del suo tempo, che lo stesso Martin, quando poi partì soldato per davvero e si scoprì che ne era l’autore, finì nel reparto musicale della sua compagnia, e non si fece un solo giorno di combattimento: quindi, possiamo dire, che la musica gli salvò la vita. A questo punto ci sarebbe da chiedersi se la sua canzone avrebbe avuto lo stesso successo se fosse rimasta fedele alle sue intenzioni esplicitamente malinconiche. Avrebbe toccato le stesse corde del pubblico? Chissà. Fatto sta che dieci anni dopo Frank Sinatra lo ricontattò perché voleva incidere una sua versione della stessa canzone, ma ritenendola ancora troppo triste, gli chiese di addolcirla ancora un poco, e Martin che aveva capito la lezione, seppur a malincuore rimise mano al testo. Così, coi diritti d’autore derivatigli da tutto questo lavoro che ha trasformato la sua canzone di Natale in un successo internazionale, ci ha campato il resto della sua vita.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
domenica 24 dicembre 2023
sabato 26 dicembre 2020
collima
Stamattina mi è venuto da ripensare a un poeta che un po’ di tempo fa, cercando di offendermi, dopo avermi scritto che ero scandalosamente superficiale, mi mandò il link a un pezzo di Chet Baker, una versione di “Estate” se non ricordo male, e subito dopo avermela mandata aggiunse “No, lascia perdere, non ascoltarlo, non ti collima!” intendendo che non avessi abbastanza sensibilità per cogliere la malinconica bellezza di un pezzo di Chet Baker, come invece poteva fare lui. Io, in tutta onestà, nella mia superficialità, più che per il pezzo mi sono stupito perché quella è stata la prima volta in vita mia che ho letto la parola “collima” in una frase e, forse per il suono, mi sono immaginato come una piccola altura, o una gobba, qualcosa che ti cresce addosso e che ciascuno di noi si porta dietro, come quando si dice avere il bernoccolo per qualcosa. Ecco, a me mi manca la gobba da Chet Baker. Lui mi piace anche, ma la sua tristezza non mi pesa.
mercoledì 20 novembre 2019
only time will tell
martedì 18 dicembre 2018
bye bye love
venerdì 29 settembre 2017
ma oggi cos'è lunedì o venerdì?
lunedì 29 agosto 2016
il panettiere
domenica 28 agosto 2016
rino
domenica 27 ottobre 2013
svanire
It must be nice to disappear, to have a vanishing act
to always be looking forward and never looking back.
How nice it is to disappear, float into a mist
with a young lady on your arm, looking for a kiss.
Dev’essere bello scomparire, avere la capacità di svanire
andare sempre avanti e mai guardarsi indietro.
Com’è bello scomparire, fluttuare nella nebbia
con una giovane dama al tuo braccio, cercandole un bacio.
domenica 6 ottobre 2013
dalle porte del sonno
lunedì 14 gennaio 2013
domenica 27 giugno 2010
troppa pioggia
Ridi quando gli occhi bruciano
Sorridi quando il tuo cuore è in pena
Sospira quando cacci via il dolore
Giura che non succederà di nuovo
Non è giusto, in una vita
troppa, troppa pioggia
Sai che la ruota fa il suo giro
Allora, perché piangi?
Spesso nascondiamo i nostri sentimenti
Ma per ora di’ a te stesso che non succederà di nuovo
Non è giusto, in una vita
troppa, troppa pioggia
È troppa per chiunque, troppo dura per chiunque
E chi vuol vivere felice e sereno
deve imparare a ridere
Sorridi quando sei sempre di corsa
Sospira quando pensi al tuo futuro
Giura che sarai felice ancora
E va bene, nella tua vita nessun’altra pioggia
È troppa per chiunque, troppo dura per chiunque
E chi vuol vivere felice e sereno
deve imparare a ridere
sabato 23 gennaio 2010
una canzone per paolo vites
NESSUNO TI AMA (QUANDO SEI TRISTE E STANCO)
Nessuno ti ama quando sei triste e stanco
Nessuno ti vede quando sei al settimo cielo
Ognuno si sbatte per i suoi quattro soldi
Grattèrò la tua schiena e tu gratterai la mia
Sono stato dall’altra parte del muro
Ti ho mostrato ogni cosa, non ho niente da nascondere
Eppure mi chiedi ancora se ti amo
Cosa significa? Cosa significa?
Tutto quel che posso dirti è
È solo show business
Tutto quel che posso dirti è
È solo show business
Nessuno ti ama quando sei triste e stanco
Nessuno ti conosce quando sei al settimo cielo
Ognuno si sbatte per i suoi quattro soldi
Gratterò la tua schiena e tu pugnalerai la mia
Ho attraversato i mari così tante volte
Ho visto lo stregone con un occhio solo guidare il cieco
Eppure mi chiedi ancora se ti amo
Cosa dici? Cosa dici?
Ogni volta che cerco di affrontare la cosa
Mi sfugge di mano
Ogni volta che cerco di affrontare la cosa
Mi sfugge di mano
Mi alzo la mattina e guardo nello specchio per vedermi
Poi mi stendo nel buio e so che non riuscirò a dormire
Nessuno ti ama quando sei vecchio e grigio
Nessuno chiede di te quando sei sottosopra
Ognuno è felice per il suo compleanno
Tutti ti amano quando sei sottoterra