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sabato 29 luglio 2017

farsi male


Ieri notte, dopo un bel documentario su Nina Simone (What Happened, Miss Simone?) e Miles Ahead di Don Cheadle, che avevo già visto e continua a piacermi anche se non è un insulso biopic su Miles come molti lo avrebbero voluto, non contento mi sono visto anche Todo Modo di Elio Petri, un film talmente bello e maledetto che mi chiedo come mai non sono riusciti a farlo diventare una moda come certe cose belle e non per tutti, ma maledette, di quelle che fanno controtendenza e allora bisogna che ti piacciano (Pasolini non per niente docet, visto che il film è uscito nello stesso anno di Salò e come quello parla dell'orrore nascosto dietro il potere). Ecco, stamattina dovevo/volevo lavorare, ma ho visto troppo, mi sono fatto male e mi sento la testa come un flipper e un nodo alla gola che sembra un nodo scorsoio. LA POESIA FA MALE scriveva Balestrini, così ogni tanto è meglio tornare coi piedi per terra. Penso che ora me andrò in posta, mi metto in fila col mio pacchettino, parlo male con le persone delle file in posta, del servizio agli sportelli, delle bollette da pagare, dei figli senza lavoro e della mia cervicale, e mi schiarisco un po' le idee nelle comuni lamentazioni che danno sale ai giorni.

sabato 21 marzo 2015

fondamento

Stasera ho sentito parlare Barbara Balzerani, oggi scrittrice, ma in passato leader delle Brigate Rosse, protagonista di alcune delle pagine più importanti e cruente della nostra storia politica e sociale. Mi ero ripromesso di fermarmi solo una mezz'ora, invece, tale è il carisma di questa donna, quando ha comincianto a parlare mi sono attaccato alla sedia per un'ora e mezza. Mi sono sentito trasportare con forza nei flussi storici e umani che hanno determinato e determinano la nostra vita e mi sono sentito, alla fine, più ricco e e più forte di prima, meno solo. Che gran donna la Balzerani, soprattutto adesso che pare aver fatto pace, in parte, col proprio passato, e che modo stupendo ha di raccontare, con parole semplici, i meccanismi di un mondo all'apparenza inespugnabile. Più di tutto, nelle sue storie, tornano alcuni concetti basilari: la dignità di ognuno per la quale c'è sempre da lottare, la necessità che tutti torniamo ad assumerci la responsabilità delle nostre azioni, e soprattutto l'assoluto fondamento della cultura come diritto sacrosanto, come base di tutto, le parole SCUOLA SCUOLA SCUOLA e ancora SCUOLA.

venerdì 6 marzo 2015

tre giorni

Sono tre giorni che non esco di casa. Leggo Pasolini, guardo film di Pasolini, leggo Malaparte, ascolto Nina Simone, leggo libri di oscuri poeti dialettali, scrivo recensioni, prendo appunti per nuovi progetti, riscrivo da capo cose già scritte, piove e con la scusa non esco più di casa. Morirei qui, se potessi. Mi aggiro come un fantasma in pigiama fra il pc e il letto. Faccio una vita piattissima, insomma, e non mi dispiace. Mia madre è convinta che sto perdendo la voglia di vivere, e se non l'ho già persa, la perderò a furia di guardare certi film. Mio padre invece sfotte: "Che se almeno ti guardavi Lino Banfi, te le facevi due risate! È anche pugliese Lino Banfi, con lui giochi in casa. Ma vuoi mettere Pasolini con Lino Banfi?" Intanto la vita mi guarda, da dietro la finestra, e ha gli occhi del gatto che brillano quando gli sorrido, poi si struscia contro il vetro cercando di raggiungermi. Io mi bevo un altro amaro.