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giovedì 7 luglio 2022

grandine

Uno degli odori più forti che senti dopo una grandinata come quella di poco fa, se hai un giardino, è qualcosa di simile a quello delle foglie macinate dalle lame dei trituratori. Mi dispiace per chi ha degli alberi, un orto o una vigna e si è perso il raccolto. I pomodori sono andati. L'uva se l'è mangiata la grandine. E c'è stato un momento in cui il rumore era così assordante che davvero io non mi ricordo di averlo mai sentito così, da queste parti. Persino il gatto ha cominciato a piangere e disperarsi in mezzo alla stanza. Chissà i danni per chi vive negli usi del centro storico, che stanno più in basso del livello della strada, con l'acqua che ti entra dentro casa. Peppe mi diceva che negli anni è cambiato anche il suono della pioggia per chi vive lì, ora è più cupo e violento e quando cade (quelle poche volte che cade) fa paura.

domenica 12 settembre 2021

spina

Mi ha detto suo fratello che Peppe negli ultimi tempi aveva il cuore ingrossato. Ho pensato che era proprio da lui, morire per un eccesso di cuore. Stava tutto lì Peppe, in queste due parole, “cuore” ed “eccesso”, non era uno che faceva le cose a metà, persino la sua risata era fragorosa. Poco fa, guardandolo durante la veglia, ho pensato con rimorso che un’amicizia è fatta non solo di tutte le esperienze che creano un ricordo, ma anche di tutte quelle che non hai mai fatto e sono rimaste in sospeso come piccoli debiti insoluti. Peppe, ad esempio, sognava di fare una pantagruelica mangiata di pesce, innaffiata da litri di vino bianco, e ci teneva ad avermi come ospite. Ma non l’abbiamo mai fatta quella cena, per colpa mia che di fronte agli inviti mi tiro sempre indietro. Un’altra volta mi aveva chiesto di trovargli una copia del libretto rosso, che non aveva più. Voleva rileggerselo da capo, ritrovare le parole che lo avevano infiammato da ragazzo. Gliela avevo anche trovata, solo che poi mi sono dimenticato di portargliela e anche quella è stata una promessa mancata che mi è rimasta come una spina in gola.

venerdì 22 luglio 2016

dono

Peppe mi dice: «Una volta, quando ero comunista, mi chiamavano tutti Peppe Zedong, perché sapevo il Libretto Rosso a memoria. Ora mi chiamano Peppe dei bagni, perché sto chiuso qui dentro a lavare i cessi. Però io sono molto fortunato, perché ho avuto il dono della fantasia».

sabato 4 giugno 2016

discussione col compagno peppe

«Io non sono come te, Lillo, io domani vado a votare. Vado a votare sapendo che non c’è più la Sinistra. Non ci sono più compagni. I compagni si sono tutti arresi. Enzo Cervellera poteva essere un buon sindaco, ma si è arreso. Peppe Stalin se n’è andato in campagna e si è arreso. Anche Amati si è arreso. Tonio Salamina ha alzato un polverone e si è arreso. Tutta gente preparata, che sapeva alzare la voce. Anche i Cinque Stelle alzano la voce, ma non mi piacciono, gridano le stesse cose che gridavamo noi in piazza nel ’68, quando andavamo contro i Democristiani. Dov’era Grillo nel ’68? Forse era in piazza anche lui a gridare contro i Democristiani, non lo so. Ma se c’era non ha imparato nulla, perché ripete ancora le stesse cose. Tu sei come mio figlio, sei anarchico, oppure ti sei arreso anche tu. Io sono diverso da voi e voto. Sai che cosa voto? Io voto contro i fascisti. Anche se a Sinistra ormai non ci sono più compagni e sono tutti Democristiani.»

mercoledì 22 ottobre 2014

er popolo

Io e Peppe seduti davanti ai bagni pubblici come tante altre volte. Cominciamo a parlare di cinema degli anni '70 e di un regista che piace tanto a tutti e due, Luigi Magni. Io gli parlo della scena di un film, quando il rivoluzionario Montanari dice sul patibolo "Buonanotte, popolo!" prima di morire. Ma scopro di aver sbagliato titolo: io mi ricordavo In nome del papa re, ma Peppe mi corregge, era Nell'anno del Signore. Io gli dico, pieno di ammirazione: "Però Peppe, sei preparato!" E lui scoppia a ridere e mi risponde: "Ah Lì tu sei bravo, sei un reggista! Ma er popolo so' io!"

lunedì 29 luglio 2013

epitaffio

“Lilli, quando muori, quelli come te non vanno né in paradiso né all'inferno, finiscono sugli alberi a fischiettare con gli uccelli.” Peppe dei bagni