Autrice mi chiede se voglio comprare una copia del suo libro pubblicato con un altro. Dice che visto che lo ha mandato prima a me e io l’ho rifiutato, proprio perché l’ho rifiutato costringendola ad andare da un altro, sono un poco responsabile del destino del libro, quindi almeno 13 euro potrei spenderle per darle una mano. – Ma io il libro l'ho già letto, che me ne faccio? – Lo puoi sempre regalare! – Ecco che mi è venuta fuori un’idea regalo per il futuro: comprare libri che io non pubblicherei per regalarli a persone che non vorrei avere intorno. Chissà se funziona?
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
giovedì 30 marzo 2023
venerdì 6 gennaio 2023
primo rifiuto
Signor Lillo,
domenica 25 settembre 2022
come la fai la sbagli
Peggio della situazione politica va solo quella personale. Oggi ho scoperto che una quasi-autrice-ex-amica mi ha bloccato sui social perché, pare, non ci ho provato con lei. – Ma come, le dico, mi comporto sempre male con tutte, per una volta che mi comporto bene vengo punito! – Ma è proprio questo che mi offende, vuol dire che mi trovavi così cessa che nemmeno il pensiero ti ha sfiorato. – Insomma, qui come la fai la sbagli. E noi pensiamo ancora alla Meloni.
venerdì 29 aprile 2022
filosofia del rifiuto
Agire come Bartleby lo scrivano. Preferire sempre di no. Non rispondere a inchieste, rifiutare interviste, non firmare manifesti, perché tutto viene utilizzato contro di te, in una società che è chiaramente contro la libertà dell’individuo e favorisce però il malgoverno, la malavita, la mafia, la camorra, la partitocrazia, che ostacola la ricerca scientifica, la cultura, una sana vita universitaria, dominata dalla Burocrazia, dalla polizia, dalla ricerca della menzogna, dalla tribù, dagli stregoni della tribù, dagli arruffoni, dai meridionali scalatori, dai settentrionali discesisti, dai centrali centripeti, dalla Chiesa, dai servi, dai miserabili, dagli avidi di potere a qualsiasi livello, dai convertiti, dagli invertiti, dai reduci, dai mutilati, dagli elettrici, dai gasisti, dagli studenti bocciati, dai pornografi, poligrafi, truffatori, mistificatori, autori ed editori. Rifiutarsi, ma senza specificare la ragione del tuo rifiuto, perché anche questa verrebbe distorta, annessa, utilizzata. Rispondere: no. Non cedere alle lusinghe della televisione. Non farti crescere i capelli, perché questo segno esterno ti classifica e la tua azione può essere neutralizzata in base a questo segno. Non cantare, perché le tue canzoni piacciono e vengono annesse. Non preferire l’amore alla guerra, perché anche l’amore è un invito alla lotta. Non preferire niente. Non adunarti con quelli che la pensano come te, migliaia di no isolati sono più efficaci di milioni di no in gruppo. Ogni gruppo può essere colpito, annesso, utilizzato, strumentalizzato. Alle urne metti la tua scheda bianca sulla quale avrai scritto: No. Sarà il modo segreto di contarci. Un No deve salire dal profondo e spaventare quelli del Sì. I quali si chiederanno che cosa non viene apprezzato nel loro ottimismo.
sabato 7 agosto 2021
l'uguale
La domanda che mi fanno tutti, da poeta, è perché non scrivo un romanzo. Avrei di sicuro maggiore successo. Come se scrivendo un romanzo facessi chissà quale salto verso il pubblico. In verità un paio di volte mi sono proposto anche per quello, ma credo di non aver convinto nessuno, nemmeno me stesso. Non credo di fare troppo schifo in prosa, ma serve una determinazione per essere romanzieri che i poeti veri se la sognano, perché i poeti partono avvantaggiati, non avendo nessun pubblico a monte non devono lottare con nessun altro che con se stessi e con i loro quattro colleghi sfigati: nessun pubblico, nessun mercato, nessun sistema editoriale. Una libertà di parlare al vento che molti romanzieri se la sognano. Alla fine non sviluppi nessun muscolo, nessuna mascella. Qualche volta, allora, ci ho provato anch’io a fare il salto, ma senza muscoli e senza successo, non mi ha “cagato” nessuno. Il rifiuto degli altri però è stato utile come esperienza, perché così resti umile, impari a metterti nei panni di chi rifiuti tu, stando dall’altra parte. Allo stesso tempo, lo confesso, ho sempre rosicato su qual è il punto di discrimine, dove cioè ciò che scrivo perde di interesse per chi legge e lo accantona a favore di qualcun altro. È l’unica cosa che mi rode e me lo chiedo, specie quando poi vedo pubblicare decine d’altri che non ritengo più validi di me, né migliori né peggiori ma semplicemente uguali, mi chiedo: cosa mi manca per essere più uguale a loro?
giovedì 5 agosto 2021
pennacchi
Continuo a ripensare a Pennacchi che all'inizio della carriera da scrittore ha preso 55 rifiuti da varie case editrici e mi chiedo chi sarà, se ci sarà, quel grande autore che un giorno mi metterà nella sua bio al capitolo Editori che non mi hanno capito (fra parentesi stronzi).