La scommessa di ieri era capire se i Wagner fossero delle cellule impazzite che si rivoltavano contro il padrone, ovvero pagati dagli americani come pure ho letto, ovvero in combutta con lo stesso Putin. Su quest’ultima teoria ho letto stamattina il post di una persona che odia l’Ucraina perché dice hanno i nazisti in Donbass, e tifava quindi per i Wagner – che poi sono altri nazisti – perché secondo lei è tutto un piano organizzato con Putin per scovare i traditori della patria che verranno fuori dalle loro tane come topi attirati dal formaggio e ora che li avranno scoperti questi traditori finiranno tutti in Siberia come si faceva una volta, ai bei tempi. A una persona così, ho pensato leggendo, Iosif Brodskij o Osip Mandel'štam, ma anche Dostoevskij che era più sportivo, ai bei tempi avrebbero, credo, sputato in faccia.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
domenica 25 giugno 2023
mercoledì 27 luglio 2022
dittatura
Ieri leggevo un pezzo del prof Alessandro Ceci in cui faceva notare come quella di essere finiti, oggi, in uno stato di semi-dittatura determinato dalla pochezza politica dopo una prima repubblica tutto sommato garante della democrazia attraverso una classe politica adeguata al suo ruolo, è per certi versi una “illusione”. Se mettiamo sulla bilancia i due periodi, la politica della prima repubblica era ancora più vicina a una “dittatura” della seconda. E fa degli esempi: una classe politica inamovibile al potere per sessant’anni (Andreotti e i tanto rimpianti partiti), che ha dominato fra corruzione (nella Magistratura, nella Tv pubblica, nella Scuola, nella Sanità) e intrighi politici, omicidi di stato (Moro), tentativi di golpe, collusione con bande e organizzazioni criminali come la Mafia (lasciate libere di agire e foraggiate attraverso fondi pubblici che avrebbero dovuto essere usati per lo sviluppo del paese e del Meridione in particolare), lobby segrete e massoniche (P2, Gladio), servizi segreti, terrorismo rosso e nero teso a favorire l’ordine pubblico attraverso il terrore e le bombe, una politica industriale incurante del paesaggio che ha devastato il paese costruendo impianti dovunque capitasse, cementificando senza una visione del futuro, e incentrando i trasporti esclusivamente su gomma per favorire una industria in particolare (la Fiat) ancora una volta collusa col potere. Di fronte a tutto questo, dice Ceci, il paesaggio politico che c’è oggi (comunque frutto culturale di quegli anni), per quanto caotico e caratterizzato da personalità politiche impreparate, infantili e di scarso rilievo, proprio per via del suo caos spesso ingestibile (oltre che inguardabile), è paradossalmente un paesaggio assai meno castrante di quello che c’era prima. Offre delle possibilità di fuga, o di arrembaggio. Anche se, mi viene da dire un po’ più sconsolato, se fra fascismo e prima repubblica (dove perlomeno ci avevano instillato un sogno di grandezza, fra impero e boom economico) non ne siamo usciti, mi pare proprio difficile pensare che potremo farcela adesso che non c’è più nulla, nemmeno il sogno di una pensione. Non per me almeno, forse per chi vota Berlusconi.
domenica 18 luglio 2021
favolette e metodi
C’era una volta in un paese lontano lontano un governo speciale che disse ai suoi cittadini: miei cari, o vi tesserate al nostro partito oppure vi toglieremo il lavoro, la casa, la dignità e qualsiasi vita sociale, e i più cattivi li manderemo al confino perché ci danno fastidio. E la gente per strada applaudiva o formava delle piccole bande che davano addosso ai dubbiosi, convinte di essere nel giusto. Ora, io non dico che siamo nella stessa situazione storica, e non nego che ci sia un’emergenza in corso, né sono un complottista (ma per me tutto questo è frutto di gravi errori di politica ecologica), ma è più forte di me: certi metodi di cui si sta parlando mi danno fastidio, specie se mercoledì ci dichiariamo tutti convinti antifascisti e sabato diamo addosso a chi non è d’accordo con noi. Non ho soluzioni, ma conosco molte persone che hanno dei dubbi e provo ad ascoltarle. E penso che se un Governo ritiene che tutti debbano vaccinarsi per la nostra salute, allora fa una legge chiara e dice che ci si deve obbligatoriamente vaccinare. Se non fa quella legge, per motivi che dice e non dice, ma poi per obbligarti usa metodi coercitivi a me non sta bene, è come mettere una pistola alla testa di una persona e dirle: sei libero di scegliere. Non funziona così la libertà, non è una roulette russa. E nulla mi vieta di immaginarmi un altro scenario dove, per come vanno le cose, se oggi diciamo di sì a questi metodi: “per accedere alla vita sociale, ai servizi pubblici, ci si deve prima vaccinare”, domani il vaccino “opzionale” verrà erogato a pagamento, così verranno a crearsi nuove profonde divisioni di classe fra chi potrà vaccinarsi – con sottosezioni, vaccini di seria A, B e C – e godere di certi privilegi e chi sarà escluso perché il vaccino costerà un po’ troppo e gli verrà negato. È solo un’altra favoletta che mi racconto, ma solo per quanto riguarda l’Italia, perché nel resto del mondo funziona già così.