Visualizzazione post con etichetta neruda. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta neruda. Mostra tutti i post

giovedì 12 agosto 2021

che cos'è una metafora

Cito da Czesław Miłosz, La mente prigioniera (Adelphi): «Pablo Neruda, grande poeta dell’America Latina, viene dal Cile. Ho tradotto molte sue poesie in polacco e sono stato contento quando è riuscito a evitare l’arresto fuggendo dal suo paese natale. Pablo Neruda è comunista. Gli credo quando scrive della miseria del suo paese e lo stimo per il suo gran cuore. Siccome, scrivendo, egli pensa ai suoi fratelli e non a sé gli è concessa in premio la potenza della parola. Quando però oppone alla follia del mondo capitalista la vita felice e gioiosa degli abitanti dell’Unione Sovietica, allora smetto di credergli. Gli credo fino a quando scrive di cose che conosce. Smetto di credergli quando comincia a scrivere di cose che conosco io». Riporto questo frammento che ho letto iersera, non come disanima del comunismo storico, quanto come metafora degli innumerevoli e poetici Neruda che ogni giorno leggo, sento, mi scrivono o contattano per dirmi esattamente le cose che so, imponendomele come le vedono loro.

venerdì 23 agosto 2019

appropriazione indebita

Uno che mi ruba una foto e la ripubblica facendola passare per sua. Lo sgamo e quello, con vera classe, si giustifica dell’appropriazione indebita citandomi Il postino di Troisi: la fotografia non è di chi la fa, ma di chi gli serve. Va bene. Ma continuo a chiedermi: se nel film la poesia rubata a Neruda serviva a farsi la Cucinotta, tu, con la foto mia, chi è che ti devi fare?

lunedì 16 novembre 2015

ora citano neruda i pacifisti

Scrive Pablo Neruda: «La poesia è un atto di pace. La pace costituisce il poeta come la farina il pane». Capisco le loro buone intenzioni, ma la poesia, per come la pratico e so, e sa lo stesso Neruda, è una continua dichiarazione di guerra. Contro la stupidità, la banalità e la mediocrità di tutte le facili soluzioni. È un continuo stare all’erta nel buio, ed anche la paura stessa del buio. Chi scrive poesie non dorme mai, vi assicuro. E quando dorme, sogna. E non sogna il pane che si farà corpo, ma la parola che griderà i peccati del mondo, come vino e sangue in remissione dei peccati.