Da una parte il papa prega.
Dall'altra si legge la divina Commedia.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
Visualizzazione post con etichetta papa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta papa. Mostra tutti i post
mercoledì 25 marzo 2020
giovedì 9 novembre 2017
la salute del papa
«E la salute, la salute del papa?» si informò l’industriale.
«I papi» disse Don Gaetano «sono sempre in buona salute. Si può dire, anzi, che non solo muoiono in buona salute ma di buona salute. Parlo, si capisce, di salute mentale» rivolgendosi all'industriale «poiché la sua domanda, indubbiamente senza malizia, a quella alludeva… Altri mali, altri acciacchi, non contano».
«Già» io dissi «non si è mai dato il caso di un papa che per età, per arteriosclerosi, cominci a sragionare. Voglio dire: non si è mai saputo».
«Non si è mai dato, appunto» disse il cardinale.
«Non si è mai saputo» ribadii.
«Le cose che non si sanno, non sono» disse don Gaetano.
«Io direi che certe cose possono non sapersi, ma sono» risposi.
«Sì, d’accordo. Ma tenga presente che stiamo parlando della Chiesa, del papa» disse Don Gaetano. «Una forza senza forza, un potere senza potere, una realtà senza realtà. Quelle che in ogni altra cosa mondana non sarebbero che apparenze, a nascondere o a mistificare, nella Chiesa e in coloro che la rappresentano sono le interpretazioni o manifestazioni visibili dell’invisibile. E cioè tutto…»
Leonardo Sciascia, Todo Modo, Adelphi
martedì 27 agosto 2013
indifferenza e solitudine
Leggo una notizia su la Repubblica riguardante il papa che chiama una ragazza argentina vittima di stupro. Più della notizia, però, mi stupiscono i commenti dei lettori, che fanno a gara a chi dice la cosa più sarcastica o cattiva possibile contro il papa e quel suo gesto. Mi irrita qualcosa di questi commenti, perché partono tutti da una premessa di fondo, in cui il papa è in malafede e non gliene frega nulla della ragazza. Il punto è che, nella loro ansia di colpire Lui, anche loro rivelano una totale indifferenza verso la ragazza. Alla fine, insomma, fra giusti e corrotti, di questa poveretta violentata da un poliziotto e che ha chiesto conforto a Francesco scrivendogli una lettera, pare non importare proprio nulla a nessuno. E questo mi infastidisce non tanto per il papa, che in buona o cattiva coscienza almeno la cornetta l'ha sollevata, mi irrita perché il nuovo pubblico della Sinistra (che poi chiede a gran voce prese di posizione forti per i gay o l'aborto, ma in nome di chi?) si rivela in tutto e per tutto quello che è: cinico, furbo e non poco stronzo verso il prossimo, il che personalmente me lo fa sentire lontano. Ho sempre pensato che l'essenza del socialismo fosse la fratellanza, l'amicizia. Invece più vado a Sinistra e più mi sento solo. C'è qualcosa che non va.
sabato 24 agosto 2013
lunedì 18 marzo 2013
detrattori e riformatori
Mi par di capire, da ciò che leggo in giro, che i maggiori detrattori di papa Francesco siano in fondo quelli che alla fin fine detraggono, da sempre, anche la Chiesa nel suo insieme. E cioè, credo, non è il papa in sé il problema: poteva essere questo o un altro ed era comunque sbagliato, a meno che il papa non fosse stato esattamente un riformatore alla loro maniera, cioè a immagine di chi comunque la Chiesa non la vive, né in molti casi la vivrebbe, anche se fosse diversa. Io per me non sono convinto che la Chiesa possa cambiare, non da un giorno all'altro almeno. Può migliorarsi ma non rivoltarsi come un calzino fino al punto di annullare, in un paio di giorni di conclave, duemila anni di storia e tradizioni. E quanto ai papi riformatori ho sempre creduto che Giovanni XXIII fosse l'eccezione e non la regola.
sabato 16 marzo 2013
nevica
Nevica anche qui
dove a sorpresa
s’aspetta ancora primavera
nevica per chi s’indigna
della mancanza
d’una guida degna
al governo del banano
per l’idiozia del popolo
l’ipocrisia del Vaticano
e nevica su chi
nella sua offesa militanza
sta chiuso in casa e ascolta
F. De Andrè in silenzio
perché da morto si sa
è un bravo papa
anche quello.
dove a sorpresa
s’aspetta ancora primavera
nevica per chi s’indigna
della mancanza
d’una guida degna
al governo del banano
per l’idiozia del popolo
l’ipocrisia del Vaticano
e nevica su chi
nella sua offesa militanza
sta chiuso in casa e ascolta
F. De Andrè in silenzio
perché da morto si sa
è un bravo papa
anche quello.
sabato 2 marzo 2013
questo non è un paese per vecchi
Blade Runner. Roy Batty e Pris, due androidi fuggiti da Marte, si sono rifugiati in casa del progettista genetico J.F. Sebastian, un innocuo venticinquenne affetto da una malattia che ne ha anticipato l’invecchiamento. Il progettista, riconoscendone la diversa natura a causa della loro bellezza e perfezione, chiede loro di mostrargli qualcosa di speciale. Pris gli risponde: “Io penso, Sebastian, pertanto sono”, rimarcando in questo modo la propria dignità di individuo.
Quello descritto da Blade Runner è un mondo affetto dalla vecchiaia e dalla malattia, corrotto e stanco, che vive in una oscurità senza uscita in cui l’uomo è destinato a dibattersi prima dell’inevitabile fine. Gli unici esseri sani, giovani e forti, sono gli androidi, asserviti o temuti come nemici da eliminare appena cominciano a dimostrare di avere sentimenti. Ma nessuno può salvarsi da tanta corruzione, e anche chi non muore è costretto alla paura, a fuggire senza pace per nascondersi. Due sono le grandi metafore evidenziate dal film. La prima, post sessantottina, è che nessuno sopporta la giovinezza se lasciata libera di essere, di agire senza censure, e la condanna. La seconda è che i ricordi, di qualsiasi natura siano, sono tutto ciò che abbiamo, cagionevoli quanto noi.
Ci ho pensato in questi giorni, dopo le dimissioni del Papa, che lascia perché si sente vecchio e troppo stanco per affrontare i problemi del mondo attuale ma anche, viene da aggiungere, la corruzione presente in Vaticano, i suoi enormi e occulti giochi di potere. E poi per il caso Pistorius, l’omicidio da parte di un uomo giovane ma “non perfetto” della donna perfetta che amava: come in Blade Runner (nomignolo di Pistorius) l’atleta decide di eliminarla, non reggendo il confronto con lei, con il suo grado perfezione e con la libertà che reclama.
Ci ho pensato durante le ultime elezioni quando, di fronte ai tanti che accordano la loro fiducia a Berlusconi, in molti hanno reclamato per la vecchiezza (e l’implicita corruzione) di un paese incapace di guardare in avanti e ancora legato ai propri insani ricordi. A conti fatti, però, il 25% degli italiani si sono astenuti dalle urne e il partito più votato è stato Cinque Stelle. Non sappiamo a questo punto se tale fiducia porterà alla soluzione dei problemi o affosserà del tutto l’Italia. Il punto è un altro.
Per troppo tempo le forze di potere hanno creduto che i propri elettori fossero degli androidi, macchine da voto con sentimenti elementari e facilmente manovrabili. Ora, molti degli androidi si sono rifiutati, in nome della propria dignità di pensanti, di fare quel qualcosa di speciale che gli veniva richiesto “per il bene del paese”, cioè votare ancora una volta i vecchi che per anni lo hanno corrotto. L’istinto vitale ha prevalso sulla paura del futuro. La rabbia sulla ragione. Lo spirito di rivolta sul calcolo delle opportunità. Tutto è incerto, ma qualunque cosa si pensi dei risultati, questo non è più un paese per vecchi.
mercoledì 20 febbraio 2013
mi faccio i fatti miei
Mi faccio i fatti miei prendo un bicchiere
infilo le cuffie – Miles latte e miele –
la tromba del giudizio e più non sento
il biascicare violento contro il muro
le unghie nella carne dei tappeti
il sangue che batte nelle tempie di
Pistorius quando punta la pistola
oltre la porta e affonda senza più
misericordia quattro colpi
nel corpo senz’amore di una donna
angelo lui vendicatore e puro
– come in un film di Tarantino –
perduto nella storia o nell’errore
di dar la caccia al Santo Padre fuggitivo.
infilo le cuffie – Miles latte e miele –
la tromba del giudizio e più non sento
il biascicare violento contro il muro
le unghie nella carne dei tappeti
il sangue che batte nelle tempie di
Pistorius quando punta la pistola
oltre la porta e affonda senza più
misericordia quattro colpi
nel corpo senz’amore di una donna
angelo lui vendicatore e puro
– come in un film di Tarantino –
perduto nella storia o nell’errore
di dar la caccia al Santo Padre fuggitivo.
Iscriviti a:
Post (Atom)

