Fra le tante fortune che mi dà l'avere quasi 40 anni c'è il fatto di aver assistito al fenomeno della riscoperta di Piero Ciampi che vent'anni fa, giuro, no lo sapeva quasi nessuno chi fosse (solo Zucchero che gli fregava i versi), e procurarsi la sua musica era difficile, molte cose non si trovavano proprio, mentre oggi, vedo con gioia, viene citato, linkato, rispettato come nemmeno in vita. Spero che presto succeda anche al povero Enzo Jannacci, molto più ignorato di ciò che sembra dalle celebrazioni ufficiali, tanto che buona parte della sua discografia (nonostate gli omaggi vari di Fazio) resta irrintracciabile, mai riversata in digitale. Eppure i tempi sono strani e la morte tende a livellare ogni cosa, come bene osservava Totò. Lucio Dalla, ad esempio, che quand'ero ragazzo non era più che una cosuccia commerciale, adesso è una sorta di bardo immortale del cuore. Mentre all'opposto, mi pare ci sia stato un ridimensionamento di Fabrizio De Andrè che in vita era intoccabile, il massimo genio possibile della canzone italiana, e ora il tempo lo rende un pochino più distante e anche un pochino più umano. Aspetto dunque di sapere che sarà dell'ottimo Battiato, che tutti amano, meno che io.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
Visualizzazione post con etichetta de andrè. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta de andrè. Mostra tutti i post
lunedì 25 maggio 2015
domenica 29 marzo 2015
povero jannacci
Sono due anni oggi dalla morte di Enzo Jannacci e, devo dire, è ancora incredibilmente difficile trovare in giro molta della sua musica, spesso interi dischi. Forse perché Jannacci non è mai stato un autore "radiofonico" (Vengo anch'io a parte). Spesso era decisamente troppo colto e triste per l'ascoltatore medio, e anch'io adesso, che gli volevo fare l'omaggio, stavo cadendo nell'errore di pubblicare un pezzo triste, disperato (Il panettiere, che parla di un suicida) oppure uno colto (la sua versione di Via del campo, che in effetti passa per un pezzo di De Andrè, ma la musica De Andrè l'ha rubata a Jannacci). Alla fine metto una canzone che, invece, è semiseria, la paraculata di un successo radiofonico di Joe Cocker e di tanti suoi colleghi, ed è un po' la terza via di Jannacci, perché la tristezza, se non sai ridere, è solo una tristezza a metà. Jannacci la canta con tanta di quella paraculaggine che ti viene voglia di cantarla con lui. Da provare, per credere.
sabato 28 settembre 2013
per te le canzoni non valgono
“Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”
recita la canzone. Vorrei poterlo dire per consolarti
ma non è così. Da te non nascerà un bel niente.
Sei solo uno stronzo cacato sull’asfalto, senza radici.
La gola piena solo di te. Senza più amici.
recita la canzone. Vorrei poterlo dire per consolarti
ma non è così. Da te non nascerà un bel niente.
Sei solo uno stronzo cacato sull’asfalto, senza radici.
La gola piena solo di te. Senza più amici.
sabato 16 marzo 2013
nevica
Nevica anche qui
dove a sorpresa
s’aspetta ancora primavera
nevica per chi s’indigna
della mancanza
d’una guida degna
al governo del banano
per l’idiozia del popolo
l’ipocrisia del Vaticano
e nevica su chi
nella sua offesa militanza
sta chiuso in casa e ascolta
F. De Andrè in silenzio
perché da morto si sa
è un bravo papa
anche quello.
dove a sorpresa
s’aspetta ancora primavera
nevica per chi s’indigna
della mancanza
d’una guida degna
al governo del banano
per l’idiozia del popolo
l’ipocrisia del Vaticano
e nevica su chi
nella sua offesa militanza
sta chiuso in casa e ascolta
F. De Andrè in silenzio
perché da morto si sa
è un bravo papa
anche quello.
mercoledì 13 aprile 2011
epitaffio
Qui giace Lillo, che in vita
non ebbe vittoria
e in morte non sa
se gli sia valsa a qualcosa
la sua passione per l’arte.
Qui giace da solo, insoddisfatto.
non ebbe vittoria
e in morte non sa
se gli sia valsa a qualcosa
la sua passione per l’arte.
Qui giace da solo, insoddisfatto.
venerdì 9 ottobre 2009
con spirito cristiano
Primo pensiero, maturato ieri sera mentre facevo vedere delle mie foto a una persona che si dichiara fanatica assoluta di De Andrè.
Le mostravo le foto e lei mi ha chiesto a un certo punto, quasi infastidita, osservando certi miei ritratti: “Ma tu tutti gli ubriaconi del mondo ritrai?” perché uno dei miei soggetti preferiti sono gli animali da bar. Le faccio io, per scherzo: “Ma come, proprio tu che stai sempre a cantare le canzoni di Faber ti schifi di certa gente? A lui sarebbero piaciute!” E lei mi ha risposto: “Che c’entra! Ma quella è poesia!” Come a dire che il “letame” di Faber è bello se messo nelle canzoni, ma a viverlo manca di qualsiasi romanticismo e quindi sarebbe meglio non averci troppo a che fare. Ho ribattuto a questa persona che anche le mie foto sono forme di poesia e lei non ha aggiunto altro. Ma in effetti avevo anche un pensiero da dire e una parola per questa cosa che mi è rimasta in gola, ma come accennavo sopra, questa persona la conosco e non voglio entrare in polemica, e quindi non parlo. Se vi va, ditela voi.
Le mostravo le foto e lei mi ha chiesto a un certo punto, quasi infastidita, osservando certi miei ritratti: “Ma tu tutti gli ubriaconi del mondo ritrai?” perché uno dei miei soggetti preferiti sono gli animali da bar. Le faccio io, per scherzo: “Ma come, proprio tu che stai sempre a cantare le canzoni di Faber ti schifi di certa gente? A lui sarebbero piaciute!” E lei mi ha risposto: “Che c’entra! Ma quella è poesia!” Come a dire che il “letame” di Faber è bello se messo nelle canzoni, ma a viverlo manca di qualsiasi romanticismo e quindi sarebbe meglio non averci troppo a che fare. Ho ribattuto a questa persona che anche le mie foto sono forme di poesia e lei non ha aggiunto altro. Ma in effetti avevo anche un pensiero da dire e una parola per questa cosa che mi è rimasta in gola, ma come accennavo sopra, questa persona la conosco e non voglio entrare in polemica, e quindi non parlo. Se vi va, ditela voi.
Secondo pensiero, maturato stamattina al funerale di mia zia.
Sapete, ho chiuso i miei rapporti con la Chiesa all’incirca verso i 14 anni, con la cresima. I miei ci tenevano e io li ho accontentati, anche se già allora avevo dei dubbi. Insomma, a meno che non si tratti, come oggi, di occasioni speciali, è cosa rara che io possa entrare in una chiesa, se non per osservarne i dipinti. In ogni caso, anche se ci entro per dovere (matrimoni o funerali), la posizione preferita è quella all’ultimo banco, in fondo, dove non c’è mai nessuno intorno. Lo facevo per istinto ma quello che mi mancava era il vero motivo. Non mi ero mai interrogato prima ma oggi son riuscito a capire qual è. E cioè che odio il momento in cui il prete, durante la cerimonia dice: “Scambiatevi un segno di pace”. Detesto dare quella mano. Non crediate, non è che odi il mondo fino al punto da rinnegare ogni contatto, ma nemmeno posso dirmi in pace con esso, e formalizzare un sentimento che non provo mi irrita a dismisura. Questo è quanto. Non sono in pace col mondo e non ho nessuna intenzione di esserlo.
Sapete, ho chiuso i miei rapporti con la Chiesa all’incirca verso i 14 anni, con la cresima. I miei ci tenevano e io li ho accontentati, anche se già allora avevo dei dubbi. Insomma, a meno che non si tratti, come oggi, di occasioni speciali, è cosa rara che io possa entrare in una chiesa, se non per osservarne i dipinti. In ogni caso, anche se ci entro per dovere (matrimoni o funerali), la posizione preferita è quella all’ultimo banco, in fondo, dove non c’è mai nessuno intorno. Lo facevo per istinto ma quello che mi mancava era il vero motivo. Non mi ero mai interrogato prima ma oggi son riuscito a capire qual è. E cioè che odio il momento in cui il prete, durante la cerimonia dice: “Scambiatevi un segno di pace”. Detesto dare quella mano. Non crediate, non è che odi il mondo fino al punto da rinnegare ogni contatto, ma nemmeno posso dirmi in pace con esso, e formalizzare un sentimento che non provo mi irrita a dismisura. Questo è quanto. Non sono in pace col mondo e non ho nessuna intenzione di esserlo.
Iscriviti a:
Post (Atom)