Ieri mi hanno ricordato che l'anno prossimo sono 50 anni esatti che è morto Pasolini. Dopo l'ubriacatura mistico-commerciale che c'è stata due anni fa per il centenario della nascita, non riesco a immaginarmi cosa ci inventeremo, eppure so per certo che in qualche modo riusciremo ancora a spremere qualche goccia di sangue dalla sua opera e dal suo corpo, forse riusciremo pure a dire, ufficialmente, chi lo ha ucciso e come. Dopo 50 anni di bugie e omertà forse ce la potremmo fare.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
venerdì 8 novembre 2024
venerdì 7 gennaio 2022
per caproni
Caproni era maestro elementare. Uno che aveva fatto come tanti la guerra da soldato. Aveva come ogni giovane delle ambizioni che negli anni aveva imparato ad accantonare per il semplice bisogno di sistemarsi. Sognava di avere successo in prosa, ma per buona parte della sua vita venne considerato soltanto un poeta minore. Poi in tarda età venne fuori, proprio in versi e in maniera del tutto inaspettata, il suo stile maturo che riusciva miracolosamente a coniugare la rima dilettevole dell’opera al più disperato nichilismo europeo. Ma tutto questo genio dispiegato nel terribile silenzio della sua vecchiaia non è riuscito a salvarlo. È morto povero e solo, semidimenticato. Negli ultimi anni, ormai vecchio pensionato, andava in giro con le scarpe rattoppate, al suo funerale non c’era quasi nessuno, un pugno di amici e di poeti che potevano contarsi su una mano. Soprattutto non c’erano i lettori. Dopo la sua morte tutto questo muro è stato abbattuto dai “ti amo” che fanno piazza pulita del dolore e della solitudine di un uomo per restituirlo al pantheon dei grandi. Non a tutti tocca uguale destino. Oggi qualcun altro gode del successo che a lui non è toccato di vedere, centinaia di lettori che in vita non lo avrebbero mai letto comprano i suoi libri, citano i suoi versi. Per molti poeti è un modello inarrivabile di cui sperano di ereditare il talento, ma legato possibilmente al destino di un altro.
mercoledì 12 maggio 2021
anniversario
Joseph
Beuys, Difesa della natura, opera del 1984. Trovo sia bellissimo per un
artista che ha sempre celebrato la vita, ricordarlo nel centenario
della sua nascita e non in uno dei tanti inutili anniversari della sua
morte.
venerdì 8 gennaio 2021
per sciascia
Oggi sono 100 anni dalla nascita di Leonardo Sciascia. Saremmo ipocriti se dicessimo che piace a tutti. Molti non lo amano, troppo colto, troppo pessimista, troppo intelligente, troppo acuto. La sua scrittura, che lui riteneva limpida, non è più limpida da un pezzo, non oggi che si parla un italiano assai più sciatto, standardizzato. Quello di Sciascia è un italiano colto, preciso. Non seduce, non ammicca. In bocca a Sciascia la parola "cretino" non è più solo un gioco al rimprovero, ma assume proporzioni morali, esitenziali. Un cretino è un pericolo per gli altri, e troppi ce ne sono. Oppure (l'ho sentito dire con le mie orecchie neanche troppo tempo fa) Sciascia è responsabile, con i suoi articoli, della morte di Borsellino. Io gli sono legato per vari motivi, non ultimo l'orgoglio di essere meridionale con lui, di incarnare la stessa filosofia di vita, la stessa visione che parte dal basso, ma si solleva sul mondo in virtù del potere della ragione, della parola, e della letteratura.
venerdì 28 agosto 2020
anniversario
lunedì 1 giugno 2020
ungaretti, uomo di penna
domenica 29 marzo 2020
jannacci e il sistema
sabato 23 dicembre 2017
anniversario
Esattamente a dicembre di dieci anni fa vincevo, a pochi giorni di distanza, due premi di poesia: il premio Laurentum di Roma e il premio Claudia Ruggeri di Lecce. Grazie a quest'ultimo ho pubblicato la mia prima plaquette, chiamata Memoria ed edita da Terra d'ulivi. Erano nove poesie brevi in uno stile a metà fra Montale e Sereni, che davano inizio alla mia carriera di poeta pubblicato. Sette di quelle poesie sono poi confluite nel mio primo libro, L'innocenza del male (Lietocolle). E questa è una delle due escluse.
***
a alzarci a spegnere la sete. Su ci versiamo
che rimane sul fondo del bicchiere. Una sola
sigaretta si accende alla finestra e l’odore
prorompe pungente di pioggia e di pini bagnati.
Terzo a rompersi è il cuore quando voltandoti
mi chiedi – canticchiando – ti
amo? E la risposta si perde tra le volute di fumo.
lunedì 2 novembre 2015
il guaio
mercoledì 29 luglio 2015
now i wish i could write
domenica 29 marzo 2015
povero jannacci
mercoledì 29 ottobre 2014
anniversario

venerdì 13 giugno 2014
giovedì 12 giugno 2014
anniversario 2
domenica 8 giugno 2014
mercoledì 20 marzo 2013
la valle delle chiese bianche
(Tonino Guerra, da Il libro delle chiese abbandonate)
sabato 4 dicembre 2010
domenica 15 agosto 2010
anniversario
GIULIETTA
Vuoi andartene? Non è ancora giorno.
È stato l’usignolo, e non l’allodola
a ferire il cavo sospettoso del tuo orecchio.
È la notte che canta su quell’albero di melograno.
Credimi, amore, era l’usignolo.
ROMEO
Era l’allodola, l’araldo del mattino,
non l’usignolo. Guarda, amore, che strisce malvagie
orlano quelle nubi che si dividono a Est.
Le candele della notte son bruciate, e il giorno felice
si muove in punta di piedi sulle cime nebbiose dei monti.
Devo andare e vivere, o restare e morire.
GIULIETTA
Quella non è la luce del giorno, io lo so.
È qualche meteora esalata dal sole
perché ti faccia stanotte da torcia
e ti illumini sulla strada per Mantova.
Perciò rimani, non c’è ancora bisogno di andarsene.



