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sabato 8 febbraio 2025

insegnamento

Io poi mi chiedo, che senso ancora abbia
andare ad insegnare alle caprette
quando c’è l’Intelligenza Artificiale
che fa meglio e nel c*lo gliela mette.
Incaprettate, appunto, è quello
a cui sono destinate. “Chi lo sa
non glielo dice e chi lo dice non sa più
che cosa dice e a chi” (Lao Tzu).

mercoledì 2 dicembre 2020

proverbio

Quella volta che la persona a cui stai impaginando il libro, dopo averti rifiutato ben tre proposte strafighe per la copertina, ti rilancia un'immagine rubata a una cartolina di auguri, coi gattini volanti, i cuoricini e gli angioletti, la cosa più kitsch che hai mai visto. E mentre te la mostra le scappa di dire "Ammooooreeeeeee!" con una vocina che a te scatta dentro, brutale, l'istinto di menarle uno schiaffo perché ritorni in sé. Poi ti calmi, fai un gran respiro, e con tutta la padronanza ritrovata richiami alla mente il proverbio: Attacca il ciuccio dove vuole il padrone. Il più grande insegnamento che ho mai ricevuto da mio padre.

martedì 9 aprile 2019

bellezza in materia di commercio

La bellezza trova sempre strade impreviste per raggiungerti. Nel mare di libri ben scritti ma fondamentalmente noiosi che mi capitano di continuo sottomano, oggi mi ha offerto una pura boccata d’aria una raccolta di articoli di economia e commercio scritti nel Portogallo della fine degli anni ‘20 che, fra capitoli assai tecnici e/o datati (ad es. Capitolo III - La quotazione C.I.F. include le spese per la fattura consolare?), delizia per alcuni passaggi o note di sapore quasi zen nella parsimonia della lingua e nella chiarezza del pensiero, che distilla saggezza universale dalle buone pratiche nel commercio e viceversa. Cito a caso dal novello Kenkō: «A nessun commerciante piace avere, seppure momentaneamente, l’impressione che sia l’avvocato del corrispondente a scrivergli. La precisione commerciale deve avere sempre un tono casuale e spensierato – quello della conversazione di un uomo intelligente» o ancora: «È del peggiore gusto e del peggiore effetto che un capoufficio si scusi con “un errore di un impiegato”. Non vi sono errori di impiegati. Ogni errore di un impiegato è solo l’errore di avere impiegati che commettono errori»; «Nessuna lettere deve rimanere senza risposta per più di 5 giorni […] O la lettera non ha risposta e non si risponde; o ha risposta e si risponde d’immediato; o non può avere risposta d’immediato e allora si scrive dicendolo. Avere fama di essere rispettoso e cortese vale più di un francobollo. È una pubblicità a basso costo» e, sempre in materia di corrispondenza commerciale: «meglio la chiarezza che la brevità; meglio molti paragrafi che pochi; meglio rispondere in fretta, pur dicendo solo parte, che ritardare la risposta per dire tutto». Autore della raccolta, pubblicata in Italia da dell'Urogallo e credo ormai fuori commercio, Fernando Pessoa (nella traduzione di Brunello De Cusatis).