mercoledì 18 novembre 2009

cosa resta di un amore

Vi dico la verità. Io della storia d’amore fra Bob Dylan e Joan Baez non ci ho mai capito granché. E forse parlarne oggi, a più di quarant’anni di distanza sembrerebbe quasi ridicolo se non fosse che si tratta di due artisti che, profondamente coinvolti da tale relazione, hanno prodotto di conseguenza alcune bellissime canzoni. La verità è che questa storia d’amore, durata appena tre anni e poi trascinatasi a distanza (almeno da parte della Baez) per quasi dieci, credo non l’abbia capita bene nessuno, tanto è stato il riserbo (soprattutto da parte di Dylan) che i due hanno dimostrato di avere a riguardo. E solo negli ultimi anni stanno venendo fuori delle dichiarazioni che qualcosa sembrano voler raccontare, chiarire, ammettere.
Per molto tempo il pubblico e la critica si sono divisi fra chi difendeva Dylan (“la amava ma era così giovane e fuori di testa, sempre strafatto e arrabbiato, in lotta contro il mondo intero, che alla fine doveva mollarla per forza, perché lei non sarebbe riuscita a seguirlo”) e chi invece gli puntava il dito contro (“l’ha usata quando gli era più utile e poi l’ha mollata con un bel calcio in culo quando non gli serviva più”). Lui, come suo solito, taceva. Lei si difendeva dicendo che in fondo lo aveva usato anche lei. Per molto tempo non l’avevo capita questa affermazione. Poi mi sono reso conto che se ami l’arte e la bellezza con tutto te stesso e consideri una persona un vero genio, persino l’opportunità di stargli accanto, di vederlo creare per te è preziosa. C’è gente che ha pagato per poter assistere a una seduta di Picasso. Io lo farei. E se sei uno di quelli che considera Dylan un genio assoluto il sentimento è lo stesso. Eppure la Baez lo amava davvero. Non serve molto intuito per capirlo. Tutto quello che ha fatto dopo la loro separazione ne è la prova evidente. Non ve lo racconto solo per questioni di spazio. E perché in fondo basta la canzone qui sotto per eliminare ogni dubbio.
Ma Dylan? Io credo che Dylan a un certo punto fosse sì sotto pressione, ma anche che vedesse in lei, nella regina del folk, il simbolo di tutto un mondo che stava cercando di abbattere e a cui si opponeva con tutto se stesso, quello della tradizione un po’ bigotta e dei buoni propositi, della militanza politica coi paraocchi che vede solo bianco e nero. Opponendosi a quel mondo Dylan entrò in conflitto anche con lei. Questo penso. Non riesco a convincermi che uno come Dylan, pur con tutti i suoi difetti e i suoi casini, potesse stare per ben tre anni con una donna senza amarla. Una come lei, poi! Qualcosa c’era, ne sono convinto. Magari non era proprio amore ma qualcosa di simile. Ma poi non è che le storie d’amore debbano per forza finire bene, sarebbe meraviglioso ma non è così.
Fatto sta che di tutte le donne che Dylan ha avuto, con tutte le grandi canzoni dolci o avvelenate che ha scritto per loro, l’unica donna che abbia saputo tenergli testa e scrivere su di lui una canzone altrettanto grande, in cui in poche strofe riesce a fondere tutto: amore passione rimpianto rabbia ironia arrivando a fare della propria storia personale un’opera d’arte universale, l’unica è stata la Baez, nonostante la sua “pessima qualità poetica”. La canzone definitiva su Dylan l’ha scritta lei. Un giorno, quando avremo del tutto scordato la loro breve storia, ci ricorderemo di lei non perché fu l’amante infelice di Bob Dylan ma, com’è giusto che sia, per questa splendida canzone ispirata a lui.



DIAMANTI E RUGGINE (1975)

Beh che io sia dannata
Ecco che torna il tuo fantasma
Ma non è così strano
È soltanto che c’è la luna piena
E tu mi hai chiamato
E sto qui seduta
La mano sul telefono
Ad ascoltare una voce che conoscevo
Un paio di anni luce fa
Mentre andavo dritta verso l’inferno

Come ricordo i tuoi occhi
Erano più azzurri delle uova del pettirosso
La mia qualità poetica era pessima dicevi
Da dove stai chiamando?
Un palco improvvisato nel Midwest
Dieci anni fa
Ti comprai un paio di gemelli
Tu mi portasti qualcosa
Sappiamo entrambi cosa possono portare i ricordi
Portano diamanti e ruggine

Beh sei esploso sulla scena
Oramai una leggenda
Il fenomeno che non si lavava
Il vero vagabondo
Ti sei smarrito fra le mie braccia
E sei rimasto lì
Temporaneamente perso in mare
La Madonna era tua gratis
Sì la ragazza sulla conchiglia
Ti avrebbe tenuto al sicuro

Ora ti vedo in piedi
Con le foglie secche che ti cadono intorno
E la neve nei capelli
Ora stai sorridendo fuori dalla finestra
Di quell’hotel scalcinato
A Washington Square
Il nostro fiato crea nuvole bianche
Che si fondono e si perdono nell’aria
Parlando solo per me
Avremmo potuto morire lì allora

Ora mi racconti
Che non hai nostalgia
Allora concedimi un’altra parola per questo
Tu che sei così bravo con le parole
E nel tenere le cose sul vago
Perché adesso ho bisogno di un po’ di quella vaghezza
Tutto sta tornando troppo chiaro
Sì ti ho amato con passione
Ma se mi stai offrendo diamanti e ruggine
Ho già pagato abbastanza

14 commenti:

modesty ha detto...

mod dead.
or almost speechless.

Paolo Vites ha detto...

canzone bellissima.

a quel punto della sua vita a dylan interessava solo la musica. non avrebbe mai potuto stare insieme a un'altra artista, che rappresentava competizione e come dici tu un mondo musicale e politico da cui lui voleva solo fuggire.

bob dylan ha detto...

Joan Baez è stata e sempre sarà l'amore della mia vita. Come l'amore vero, doveva finire in qualche modo. Non ho mai trovato nessun altro così divertente, così impressionantemente bella e così intelligente come lei. Sara è stata solo un ripiego. Joan era l'unica e ancora lo è.

SCIUSCIA ha detto...

Mi sa che ha ragione Paolo.

lillo ha detto...

bob dylan che mi scrive in italiano (quasi) perfetto ??? fighissimo :)

giardigno65 ha detto...

davvero unica ...

lillus ha detto...

davvero...

Daniela. ha detto...

Wordless.

it sounds so melancholy! :-(

albafucens ha detto...

Non sapevo molto di questa storia e leggerla è stato bello ed entusiasmante, sono sempre molto particolari ed intriganti i tuoi post.

un abbraccio e grazie per le bellissime parole che mi hai lasciato

Paolo Vites ha detto...

sara un ripiego.. bellissima!

Max_am ha detto...

My poetry is really too bloody lousy for posting a comment :). Quell''I've already paid' è un pezzo di carne di ognuno di noi. O quasi. Thanks Lillo.

lillo ha detto...

de nada max!

che bel commento il tuo, davvero :)

Ŧяαncιnє ha detto...

Che meraviglia, nonostante io non mi sia mai interessata in realtà ai due personaggi.

lillo ha detto...

sei troppo giovane forse... ma prima o poi li si incontra sempre...