lunedì 30 novembre 2009

poesie d'amore di dario bellezza

Di una sola cosa ringrazio Maurizio Costanzo. Di avermi fatto conoscere Dario Bellezza. Senza di lui, senza Invettive e Licenze, il suo primo libro scoperto dopo averlo visto in tv, molta della mia poesia sarebbe stata diversa. E poi mi piaceva la sua immagine di poeta scroccone. Alcuni miei amici che lo hanno conosciuto personalmente mi hanno raccontato che incontrarlo verso l’ora di pranzo significava al 90% pagarglielo in qualche bettola. La sua vita sentimentale, per ovvi motivi, fu alquanto complicata. Però Bellezza, proprio come Pasolini, di cui fu segretario, non si vergognò mai di dirsi omosessuale. In realtà quelle che pubblico più che d’amore sono poesie sui gatti. A loro Bellezza, che era uno di quelli che come trovava un micino abbandonato per strada lo prendeva e se lo portava a casa, ha dedicato un intero libro, nel 1993. Mi sono accorto, leggendole, che quelle per i suoi gatti sono le poesie più luminose della sua produzione. Sono poesie di un amore incondizionato e dolcissimo. Nei rapporti umani non fu felice quasi mai, e in loro riversava tutto il suo affetto. Agli uomini erano destinati il letto, la passione, e al massimo il “peccatore cuore”. Ai gatti la casa, le acciughine, e il Paradiso a lui precluso.



***
Alzarmi, darti luce mentre
me la dai. Uccidere l’angoscia
calzando guanti di gomma
per pulire i resti dei tuoi
magri pranzi che talvolta
diventano festini,
se torno felice da Campo
con un etto di fresche
acciughine, pesce azzurro
lo chiamano in Cronaca
improvvisati articolisti
dibattendo il costo
della vita. Ma tu non sai niente
di tutto ciò: divori
fra mille fusa
i saporiti pescetti
da me liscati di tutto punto
e per gratitudine mi lecchi
le mani ancora impregnate
della tua golosità.


***
Rimorso a guardarti nella confusione;
sei solo una gatta, anzi sei una gatta,
una natura felice, un miracolo, un incanto:
quando agiti la coda o cerchi di afferrarla
sei più dispettosa di ogni ragazzo,
più dolce di ogni zucchero filato.
Ma il rimorso mi divora, sapessi,
pensando che dovrò lasciarti,
non sono fedele negli amori,
non so sacrificarmi.
Dimmi che fine farai
lasciami libero di decidere,
di perdermi in un altro destino.

***
Una giornata di maggio, piovosa
il cielo lassù senza speranza
incerto, timido di pioggia
da buttare purificando le Creature
Io passai, fantasma assorto
in un peccato paradisiaco
davanti a rovine antiche
e lì tre creaturine miagolanti
m’invitarono a soffrire con loro.
Erano dentro una busta di plastica:
umidi di guazza ma vivi, ed io
li raccolsi davanti a tutto
il concerto di gatti randagi
che aspettavano il cibo delle gattare
Io ero ormai un gatto: gli occhi
di sirena delle femmine-gatto
mi guardavano cantando mentre
accorrevo al trepido soccorso.
Io fuggivo con la busta, e le gatte
mi correvano dietro contente.
I ciechi pulcini si agitavano
in cerca delle poppe
che io non avevo, armandomi
di un sottile contagocce
Fui certo di perdermi
in quell’universo gattesco…


***
Ti basta un filo di cotone, un pezzo
di carta raggomitolando il tutto
niente parole per fortuna, solo
qualche bacetto dato di nascosto
al tuo faccino, davanti allo specchio
di tutte le meraviglie. In paradiso
ci andrai dritta, con vele bianche e
la fanfara, io a stento ti terrò
dietro sapendo di fermarmi
molto prima.

9 commenti:

p. ferrucci ha detto...

Anche a me piaceva Dario Bellezza, mi piaceva il suo porsi in maniera sobria, diversamente ad es. da Aldo Busi: ricordo una loro lite in tv a Mixer Cultura, erano gli anni '80, l'ultimo periodo felice che ricordo. Si parlava di libri e artisti e letteratura su raidue in prima serata, ti rendi conto? Una cosa impensabile oggi: oggi su raidue abbiamo le isole dei famosi e gli x-factor. Mala tempora, proprio così.

lillo ha detto...

davvero triste, in effetti. continuo a chiedermi se, come ci dicono i vertici televisivi, è colpa del pubblico che chiede solo determinate cose oppure di chi sta in alto e decide, propinando robaccia ed educandolo male, il pubblico (con chissà quale scopo). ma più probabilmente è il classico caso del serpente che si morde la coda.

un'io ha detto...

ehi...(è per il gattino)

un'altra foto bellissima

lillo ha detto...

grazie a te, io ;)

giardigno65 ha detto...

Come mi piace questa ...

Luna sparviera che guardi i miei amori di pura sensualità
l’angoscia lungamente spettata fa festa ormai per ogni incontro
o diletto solitario. Non resta il bacio senza bocca.
Dario Bellezza

lillo ha detto...

beh, questa non è proprio sui gatti :P

Ŧяαncιnє ha detto...

Tu, sparito!

agatathecat ha detto...

Un grazie da una quasi gattara, sono bellissime!
Ti spiace se la prima la pubblico sul mio blog?

:)

lillo ha detto...

fran. io? giammai!

agata. ovvio che no, non sono neppure mie ;)