Stamattina pensavo che c'è un sacco di gente che mi manda manoscritti, e io rispondo a tutti come posso, a qualcuno do anche dei consigli, a qualcuno faccio persino l'editing se il lavoro mi piace. Poi, per varie ragioni, i manoscritti vengono pubblicati da altri, anche giustamente mi viene da dire, visto che le mie possibilità sono limitate. Il punto è: ce ne fosse uno che mi avesse mai detto grazie. L'unico che mi ricordi è Antonio Bassano che scrisse un libro bellissimo e poi si è defilato dal mondo dei poeti (come dargli torto?). Ma altri ciccia, nada. Ci pensavo stamattina, e poi mi sono detto: "questi discorsi sono il primo sintomo che stai diventando un vecchio acido. Non sono da te". E infatti l'ho usata come scusa per mangiarmi un bel cornetto alla crema e marmellata e così ripristinare gli equilibri.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
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mercoledì 13 febbraio 2019
giovedì 15 novembre 2018
morde
Quei momenti che hai scritto un racconto tutto emotivo, di pancia, che in parte parla di persone che conosci e in parte no, è pura invenzione, come è bene che sia, e tu poi lo rileggi e vorresti edulcorare alcune parti dell'invenzione perché sai che quelli che conosci si riconosceranno nella storia e se la prenderanno a male, non capiranno che è invenzione (non lo capiscono mai!). E tu sei lì che cerchi altre parole per dire l'uguale fatto ma con toni più educati e gentili, e il racconto s'agita, ringhia, si gonfia, rizza il pelo, mostra i denti poi morde. Come ti permetti, dice, come puoi? Come ti sentiresti tu se volessi tagliarti una gamba?
giovedì 20 aprile 2017
taglio e cucito
Faccio l'editing al racconto di un amico. Si raccomanda di essere feroce perché lui non sa controllarsi e spesso annacqua delle belle idee in un profluvio di parole inutili. Lui me lo chiede e io, che sono un gran figlio di sartina, taglio circa un terzo del racconto senza farmi problemi. Me lo riguardo soddisfatto prima di rispedirlo al mittente, e penso di capire come doveva sentirsi Gordon Lish quando Carver si prendeva i meriti e lui magari pensava, da quel gran figlio che era, che a disegnare il modello son tutti bravi, ma è nel taglio e cucito che si nasconde l'arte di vestire.
sabato 16 gennaio 2016
menage a trois
Prima parlavo con una scrittrice e mi diceva che un editor è un po' come l'intruso in una coppia, perché entra nella vita del libro quando non è ancora un libro ma un manoscritto, cioè quel particolare rapporto che si crea fra lo scrittore e un ipotetico tu che il più delle volte è lo scrittore stesso, mentre scrive la sua storia. Poi arriva questo intruso, che è l'editor, cioè un altro e non un tu, e se l'intruso è abbastanza bravo il manoscritto scopre cose nuove di sé, cambia, e chiede qualcosa di più di quello che può dargli lo scrittore, così diventa un libro, lo lascia e se ne va.
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