Ultimamente mi sono accorto, forse anche perché penso con la mia testa, che ogni qual volta esprimo un’opinione su come vedo le cose e questa opinione spesso non collima col pensiero comune, anzi gli si oppone, ogni volta la mia idea viene bollata dagli altri col classico sorriso indulgente di chi lo sa come sei ma non ti può e non ti vuole cambiare, e mi dicono: “Sì vabbè, Lillo, ma tu sei comunista!” Come a voler dire che l’idea è già sbagliata per questo, che si porta dentro il gene della stramberia insito nel mio pensiero da “rivoluzionario”.
All’inizio la prendevo anche io sul ridere, poi nel suo perpetrarsi mi sono un po’ irritato. E sì che sono comunista ma non è che per questo dico solo cretinate! Ma ripensandoci mi sono anche reso conto che prima ancora che lo facessero gli altri a me, lo facevo io a loro. “Tanto son comunisti!” lo dicevo anche io coi miei amici, e lo usavo per indicare quelle persone simpatiche ma anche un po’ scassapalle, se mi permettete l’espressione. Cioè: è un simpatico scassapalle, di quelli che hanno sempre da ridire su tutto ma lo stesso gli vuoi bene? Allora è comunista! E se pensate che non sia così, guardatevi intorno. La parola sta lentamente cambiando forma, significato. Perde la sua connotazione politica per assumerne una nuova legata agli atteggiamenti, ai comportamenti, in questo caso contestatori. Berlusconi docet. Sei contro di me? Allora sei comunista! Ma ve lo immaginate fra un secolo o più, quando avrà completamente perduto la sua connotazione originale? “Gigi, ora mi sono stancata, non puoi tornare sempre alle quattro del mattino! un giorno o l’altro mi farai prendere un colpo!” “Ma mamma, sei la solita comunista! Io sono giovane, devo vivere la mia vita!” Da brividi, no?
A tutto questo, finché siamo ancora in tempo e prima che i passaggi televisivi a tema di Berlusconi ammazzino definitivamente la parola, svilendola di ogni nobiltà (e ce n’è e tanta anche), io proporrei a tutti quelli a cui va, come cura contro l’apatia di questi giorni, di rifarsi a una delle scene più geniali del cinema italiano, quando ancora si riusciva a ridere anche nei tempi più neri, e di svegliarsi ogni mattina e guardarsi allo specchio e avere ancora l’orgoglio di gridare, come il grandissimo Mario Brega in Un Sacco Bello di Carlo Verdone: “Io nun so’ comunista così! So’ comunista COSÌ!”
All’inizio la prendevo anche io sul ridere, poi nel suo perpetrarsi mi sono un po’ irritato. E sì che sono comunista ma non è che per questo dico solo cretinate! Ma ripensandoci mi sono anche reso conto che prima ancora che lo facessero gli altri a me, lo facevo io a loro. “Tanto son comunisti!” lo dicevo anche io coi miei amici, e lo usavo per indicare quelle persone simpatiche ma anche un po’ scassapalle, se mi permettete l’espressione. Cioè: è un simpatico scassapalle, di quelli che hanno sempre da ridire su tutto ma lo stesso gli vuoi bene? Allora è comunista! E se pensate che non sia così, guardatevi intorno. La parola sta lentamente cambiando forma, significato. Perde la sua connotazione politica per assumerne una nuova legata agli atteggiamenti, ai comportamenti, in questo caso contestatori. Berlusconi docet. Sei contro di me? Allora sei comunista! Ma ve lo immaginate fra un secolo o più, quando avrà completamente perduto la sua connotazione originale? “Gigi, ora mi sono stancata, non puoi tornare sempre alle quattro del mattino! un giorno o l’altro mi farai prendere un colpo!” “Ma mamma, sei la solita comunista! Io sono giovane, devo vivere la mia vita!” Da brividi, no?
A tutto questo, finché siamo ancora in tempo e prima che i passaggi televisivi a tema di Berlusconi ammazzino definitivamente la parola, svilendola di ogni nobiltà (e ce n’è e tanta anche), io proporrei a tutti quelli a cui va, come cura contro l’apatia di questi giorni, di rifarsi a una delle scene più geniali del cinema italiano, quando ancora si riusciva a ridere anche nei tempi più neri, e di svegliarsi ogni mattina e guardarsi allo specchio e avere ancora l’orgoglio di gridare, come il grandissimo Mario Brega in Un Sacco Bello di Carlo Verdone: “Io nun so’ comunista così! So’ comunista COSÌ!”
Post dedicato a Licia.