Stavo aggiornando il curriculum per un concorso e mi sono accorto che stringi stringi la mia vita si riduce a una pagina di lavori fatti (che poi restano sempre quelli: scrivere, pubblicare ecc.) e a quattro pagine di pubblicazioni, fra libri, articoli ecc. Una cosa dei poveri, insomma. Mi sono sentito come un romanzo del '900, di quelli brevi, senza trama, senza sviluppo, dove per tutto il tempo ti aspetti che succeda qualcosa e l'unica cosa che succede sono le parole che si accumulano in fondo, come verbali per la difesa, ma da usare sempre dopo.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
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giovedì 9 gennaio 2020
giovedì 16 giugno 2016
brevità
È difficile, una volta che si prende gusto alla brevità, tornare verso le lunghezze medie dei mortali. Il pubblico desidera perdersi nelle parole come in un prato sconfinato in cui annullarsi. Ma chi scrive contempla la perfezione del fiore che regge nella propria mano, e del prato intorno non sa più che farsene.
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