Visualizzazione post con etichetta architettura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta architettura. Mostra tutti i post

giovedì 16 luglio 2020

metriquadri

Ecco l’ultimo progetto di Ignazio Fabio Mazzola, metriquadri, che è una rivista aperiodica (senza data certa insomma) di quelle old-style, cioè da un foglio solo, grande, che gira intorno ad alcune sue (e di altri) riflessioni sull’Architettura, ma rilette in chiave artistica. I richiami sono talmente tanti che non ci provo nemmeno a riassumerli, però su questo numero ci sono contributi miei, di Gianmaria Giannetti e di Pavone & Sorrentino Architetti e questo ci rende molto fieri. 
Il numero è scaricabile gratuitamente, ad alta risoluzione, in pdf dal link sul titolo, e visto che è fondamentalmente un’opera d’arte (nell’epoca della sua riproducibilità tecnica), il bello del gioco è proprio quello di scaricare il file, portarlo in tipografia, o in copisteria, o semplicemente alla stampante, e stamparlo appunto su carta, cartoncino, plastica, vetro, o dove vi pare per poi – visto che da architetto a muro il passo è breve – appendervelo al muro, come se fosse una finestra.

domenica 27 maggio 2018

utopia

Ieri sera a Disimpegno. appunti intorno all'abitare Pierangelo Caramia, architetto, ha detto cose assai illuminanti sul proprio mestiere. Fra le altre, questa mi ha particolarmente colpito, perché parlando di architettura ha riassunto un concetto applicabile credo all’arte in tutte le sue forme. L’architettura, ha detto Caramia, si divide sostanzialmente in due tipi: c’è l’architettura fatta per conoscere e l’architettura fatta per riconoscere. Quest’ultima si muove su schemi già esistenti, già provati, che siano facilmente identificabili, ed è fatta per rassicurare l’uomo rispetto all’ignoto, all’infinito che ci si para innanzi; la prima, sperimentale, è un salto nel buio, proteso all’utopia, che è per se stessa necessaria ma destinata al fallimento. L’architettura pura tende sempre all’utopia.