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sabato 18 giugno 2022

la verità di sancho panza

Sancho Panza, che tra l’altro non si vantò mai della cosa, riuscì negli anni a sviare l’attenzione del suo demone, che poi chiamò don Chisciotte, somministrandogli ogni sera e di notte i più svariati romanzi cavallereschi, così che quello poi compì le imprese più dissennate ma senza danneggiare alcuno, perché distolto del suo obiettivo che avrebbe dovuto essere, in effetti, Sancho Panza. Uomo libero, impassibile, forse per un certo senso di responsabilità Sancho Panza seguì don Chisciotte nelle sue avventure, e da ciò ricavò, sino alla fine, grande e proficuo divertimento. 

Franz Kafka

sabato 19 dicembre 2015

libriccini (da bruciare)

– Questi disse il curato – non devono essere di cavalleria ma di poesia. […] Questi non meritano d’esser bruciati, perché non fanno e non faranno mai il male che hanno fatto quelli cavallereschi; son libri di riflessione, senza pregiudizio per il prossimo. 
– Ah signore! – intervenne la nipote –, li faccia bruciare come gli altri; perché non ci sarebbe proprio di che stupirsi se poi mio zio, una volta sanato della sua malattia cavalleresca, leggendo questi, si incapricciasse di diventare pastore e di andarsene per boschi e prati suonando e cantando, o peggio ancora poeta, che a quanto dicono è infermità incurabile e contagiosa. 

[Miguel de Cervantes, Don Chisciotte della Mancia, trad. Vittorio Bodini, Einaudi, 1957, pag. 69, 70]