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domenica 24 agosto 2014

la notte



Non riesco a dormire. C'è una donna che mi sta di traverso alle palpebre. Vorrei mandarla via, ma non posso. Ho una donna qui nella gola. 

(Eduardo Galeano, da Il libro degli abbracci)

sabato 23 agosto 2014

celebrazione della fantasia

È accaduto all'ingresso del villaggio di Ollantaytambo, vicino a Cuzco. Mi ero defilato da una comitiva di turisti ed ero rimasto solo, a guardare di lontano i ruderi di pietra, quando un bambino del posto, malaticcio e cencioso, mi ha avvicinato per chiedermi se gli regalavo una matita. Non gli potevo dare la mia, perché mi serviva per non so più quali noiosi appunti, e così gli ho proposto di disegnargli sulla mano un maialino.
Si è sparsa subito la voce, e in breve tempo mi sono trovato in mezzo a una frotta di bambini che urlavano a squarciagola per farsi disegnare animalucci sulle manine screpolate dal freddo e dalla sporcizia, su quelle pellicine di cuoio bruciato: chi voleva un condor e chi un serpente, chi un pappagallino o una civetta, e c'era anche chi chiedeva un fantasma o un drago.
Quand'ecco, in mezzo a quel baccano, un derelitto non più alto di un metro mi mostra sul suo polso un orologio disegnato con l'inchiostro nero:
– Me l'ha mandato un mio zio che sta a Lima.
– E va bene? – gli ho chiesto.
– Va un po' indietro – ha ammesso lui.

(Eduardo Galeano, da Il libro degli abbracci)