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martedì 10 dicembre 2024

prostituzione

Il mondo cambia e i lavori cambiano, questo si sa, così leggo post (sotto Natale!) di librerie in difficoltà, altre che chiudono e sulle prime penso che da una parte è forse un cambiamento fisiologico del mercato, visto l'aumento esponenziale del commercio online, poi mi torna in mente che siamo uno dei paesi fra i più ignoranti d'Europa, dove la gente legge sempre meno, capisce sempre meno, si imbarbarisce sempre di più; e forse il problema, mi dico, non è solo l'online, ma il fatto che semplicemente quando si parla di libri la gente non capisce più di che parliamo e a cosa servono. Questo sarebbe già di per sé abbastanza brutto, se non avessi letto subito dopo i risultati di un'inchiesta dove si dice che la forma di industria in maggior crescita oggi nel mondo non è quella legata alla guerra, come qualcuno sostiene, ma quella della prostituzione, o detto più elegantemente sex work: insomma, si legge di meno e ci si vende di più (soprattutto le donne e i minori, dal vivo oppure in rete), in un mondo sempre più sclerotizzato, dove da una parte si sessualizza qualsiasi cosa, persino l'allattamento materno, bombardandoci ogni secondo di video o vignette o battute volgari, dall'altra si assiste a scoppi di rabbia mediatica o si fanno dimostrazioni in piazza e grandi discorsi indignati contro la violenza di genere, dove spesso si punta il dito contro i mostri di turno senza capire bene cosa c'è dietro. E magari sarebbe più utile tornare a leggere Le relazioni pericolose.

mercoledì 8 novembre 2023

cartella X

 La gente non mi crede quando dico loro che ho un'intera cartella sul mio PC, la cartella delle bolle X, che è piena di bolle di spedizione di libri che si sono persi nel nulla, fra librerie che non rispondono al telefono o alle mail, o sono chiuse nel frattempo, quelle per cui hai perso le speranze, altre di cui mi sono scordato io (perché magari hanno preso 3 copie di un titolo l'anno passato per una presentazione e dopo non vale più la pena inseguirli), altre che non ti hanno mai pagato o rendicontato una vendita, altre che non hanno venduto una sola copia ma ti dicono che se rivuoi i libri indietro il corriere per la spedizione lo paghi tu (nemmeno ti avessero fatto un favore a prendere i tuoi libri gratuitamente in negozio). Sono tutti libri che bene o male circolano (altro che: i libri dei piccoli editori non circolano! circolano eccome, solo non producono denaro!), ma circolano sempre a mio discapito, visto che sono libri su cui ho investito io tempo e denaro ma da cui non mi tornerà indietro mai nulla, nemmeno il piacere di sapere se dove sono finiti sono piaciuti; al massimo mi beccherò il rimprovero di qualche autore che vuole sapere quante copie sono state vendute del suo libro e io posso sempre andare avanti per approssimazioni e stime noiossissime. Sono i miei libri fantasma, insomma, quelli per cui davvero non vale la pena di vivere, se si fa un discorso puramente economico, forse un po' se si fa un discorso artistico, ma il discorso artistico in questo caso compete sempre agli autori, perché il libro alla fine è LORO. Dei piccoli editori che li hanno pubblicati in genere nei libri di storia resta sempre un ritratto un po' folcloristico, come se vivessero sulle nuvole, o macchiette un po' folli, o fissati, o militanti dal piglio ferreo di chi ha visto la Luce, al massimo della fortuna c'è un Gobetti che lo prendono a bastonate le camicie nere. Di quelli che come me vivono di continuo nel dubbio di non essere abbastanza bravo, e col mal di stomaco di aver sbagliato tutto, non si parla quasi mai.