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domenica 23 agosto 2015

coscia

Oggi ho visto la nuova pubblicità della Barilla, quella sugli spaghetti n°5, con Pierfrancesco Favino e regia di Gabriele Salvatores. Uno scialo di talento per raccontare l'amorosa partenza dello spaghetto dalla ditta verso le nostre tavole. Nell'ultima scena, mentre il camion si allontana sullo sfondo, si nota in primo piano, in cornice, una ragazza in bicicletta di cui non si vede il volto ma la coscia sì, una gran bella coscia a rimarcare la secolare affinità fra cucina, sensualità e natura. Mentre l'ammiro, mi passa per la mente quell'aforisma di Andy Warhol che dice che a ciascuno di noi è destinato un quarto d'ora di celebrità. Pensa che roba, mi sono detto, se quell'attrice ha utilizzato qui tutto il suo tempo. E un giorno, quando le chiederanno: «Ma tu, nella vita, che celebrità sei stata?» lei risponderà: «Sono la coscia nella pubblicità degli spaghetti n°5 della Barilla».

venerdì 4 dicembre 2009

gli ospiti notturni

Scoprimmo, dopo lunghi appostamenti, ch’era un riccio a spazzolarsi il piatto che ogni sera mettevo fuori per i gatti, sotto la veranda. All’inizio sospettammo, senza un vero motivo, d’una coppia di cani liberi che già da un anno si aggiravano in zona, l’uno dal pelo scarmigliato e l’aria dolce e furbissima, l’altro più solido, dal pelo corto e nero come la notte. In verità li avevo in simpatia, facevo il tifo per loro ogni volta che vedevo passare la camionetta dell’accalappiacani, e davo un sospiro di sollievo quando la sera li vedevo riapparire dai campi dietro casa.
Fino a poco tempo fa bastava loro scavalcare il muretto del giardino per venire a mangiucchiare gli avanzi dei miei gatti. Poi è stata montata una rete tutt’intorno al muretto, il cancello ben chiuso, e si sono allontanati. Ogni tanto li vedevo andarsene in giro per il paese, ma separati. Quello furbissimo sempre più magro e il nero circospetto, come se avesse un po’ paura adesso che nessuno gli guardava le spalle. Poi più nulla. Il loro posto è stato preso da un riccetto lucido che viene la notte dai campi e passa tranquillamente fra le sbarre del cancello. L’ho scoperto una sera per caso, al rientro, tutto concentrato sul contenuto del piattino. E quando mi ha sentito è corso a nascondersi dietro una scopa lì accanto. Ho fatto finta di nulla passando, per non spaventarlo, e infatti la sera dopo è tornato.
E io, per festeggiare il suo ritorno, gli ho preparato due spaghetti al ragù. E mentre mettevo fuori il piatto ho pensato che questa dovevo proprio raccontarla a Licia, che sembra non stupirsi mai di nulla e chissà, forse per una volta l’avrei sorpresa.