sabato 14 febbraio 2015

l'incastro

Ho sognato di essermi infilato nel sogno di un sogno, come in una scatola cinese o in una matrioska, qualcosa di orientale e colorato in cui indossavo uno sull’altro vari strati d’umore, gioia, confusione, angoscia. Un attimo mi sentivo fortunato, l’attimo dopo un peso mi stringeva il petto, mi mancava l’aria, credevo che avere troppi sogni mi togliesse il respiro. Mi sono risvegliato con fatica, tirandomi fuori da tutti quei sogni, per scoprire di aver infilato la testa nel cuscino, e premevo forte le braccia soffocandomi, in una sorta di giallo perfetto in cui la vittima e il colpevole coincidono senza più dubbi. Ero il ritratto perfetto di un sandwich sbavante.

3 commenti:

amanda ha detto...

povero Lilluzzo autostrangolato e neanche per sesso :D

marian: ha detto...

Posizione del corpo e temperatura influiscono sui sogni durante il sonno; io aggiungerei contenuto della cena. In ogni caso i sogni "vissuti" nel sonno hanno sempre qualcosa da dirci. Ascoltiamoli.

Pietro Bossa ha detto...

Drabble sfizioso, com'è sfizioso il provare a scriverne.
Credo sia l'unico tipo di prosa che mi si adatti, non essendo capace di mantenere l'attenzione per più di mezza pagina quando si tratta di scritti non "insistentemente ritmici", senza contare che un limite in parole generalmente impone -per necessità di dover imbastire una trama- uno stile fluido che non vada perdendosi in troppi orpelli, ed una chiusa sagace utile a fissare il racconto nella mente del lettore.
Qui, c'è anche di più, ovvero un intreccio intrigante che vive indipendentemente dal fulmen; l'idea di assimilare ogni sogno ad una sensazione, ad uno stato d'animo, e poi sommarli provocando istinti suicidi del protagonista non è un'idea così astratta se si bada alla vita di tutti i giorni: alla necessità di non essere sommersi da troppe emozioni contrastanti, allo stress che cerca una valvola di sfogo nella fantasia e nel riposo.