
Ho paura di perdere la meraviglia
dei tuoi occhi di statua, e l’accento
che di notte mi pone sulla guancia
la solitaria rosa del tuo fiato.
Ho paura d’essere su questa riva
un tronco senza rami, e ancora più sentire
di non avere fiori, polpa o argilla
per il bruco del mio struggimento.
Se tu sei il mio tesoro segreto
se sei croce e dolore da cui sono bagnato
se sono il cane tuo, padrone mio
non lasciare che perda il conquistato
e adorna le acque del tuo fiume
con foglie del mio autunno dissennato.

Nessuno comprendeva il profumo
dell’oscura magnolia del tuo ventre.
Nessuno sapeva che martirizzavi
un colibrì d’amore fra i denti.
Mille cavallini persiani dormivano
nella piazza con la luna della tua fronte
mentre io per quattro notti mi legavo
alla tua cintura, nemica della neve.
Fra gesso e gelsomini, il tuo sguardo
era un pallido ramo di sementi.
Io cercai, da darti, nel mio petto
le lettere d’avorio che dicono sempre
sempre, sempre: giardino della mia agonia
il tuo corpo fuggitivo per sempre
il sangue delle tue vene nella mia bocca
la tua bocca senza più luce per la mia morte.
6 commenti:
AHHHH....(SOSPIRO)
martin
A.A.A. Cercasi qualcuno che mi scriva siffatti versi :P
bès.
prima o poi chiunque trova il suo poeta ;)
leggo e non commento perchè sporco :-)
avevo una raccolta dei suoi tratti e poesie… vado a rispolverare! :)
Il sonetto del dolce lamento mi ha conquistata, ma avrei bisogno di qualcosa di più forte al momento.
ciao simona
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