Visualizzazione post con etichetta energia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta energia. Mostra tutti i post

martedì 14 gennaio 2025

i segni

Ci sono anni che già dalla partenza lo vedi subito che verranno storti, e altri mosci mosci che già ti viene l'uggia da gennaio. Questo, devo dire, se devo dare ascolto ai segni sta partendo benissimo, le novità sono buone. E soprattutto mi sento bene, nonostante i problemi, e pieno di energie. Non mi sentivo così rilassato ed energico, credo, dal 2019. Non dico che tutto questo mi cambierà la vita, e magari a febbraio c'è un rovescio, ma perlomeno oggi sto un po' più dritto sulla schiena.

sabato 14 maggio 2022

pigri pregiudizi

Stamattina mi sono svegliato con la notizia del nostro Primo ministro che dice apertamente che la storia del sud è più complicata di quello che ci hanno raccontato, che il sud è stato rovinato dalla cattiva e fallimentare gestione dello Stato italiano, il quale ha messo pezze su questa cattiva gestione coprendosi dietro una serie di “pigri pregiudizi” che sono nella sostanza identici a quelli inventati dal colonialismo: i meridionali, come gli indigeni, sono pigri, ladri e ritardati. Fino al punto di farlo credere anche a noi. Quando se ne lamenta un meridionale gli rispondono che il suo è un pregiudizio al contrario, una forma di vittimismo congenito, perché i meridionali sono anche vittimisti. Ieri però lo ha detto il Primo ministro e io come meridionale la prendo come una ammissione importante da parte dello Stato. Che attenzione, non sta facendo mea culpa per spalate di merda che ci hanno fatto mangiare, ma rilancia i suoi piani per noi, dicendo che ora vuole investire nel Sud, e meglio ancora nella sua riqualificazione energetica! Insomma, lo stesso sud che si affacciava sul Mediterraneo da cui arrivavano i poco graditi migranti, adesso deve accogliere a braccia spalancate i rigassificatori che sostituiranno quelli russi. E ce la fanno passare come una nostra conquista. L’energia ci serve, punto. Ma così è ancora una volta una presa per i fondelli, e c’è sempre la paura che riescano ad attuare quelle porcherie contro cui abbiamo lottato per anni, ovvero costruire impianti in zone naturali o di interesse paesaggistico, come quando volevano fare – perché?! – una centrale nucleare nella riserva naturale di Torre Guaceto. Ma d’altra parte che alternative abbiamo? Cos’altro possiamo inventarci per vivere? Turismo a parte, che certo va bene, ma sempre più mi sembra diventato una forma di colonialismo 2.0. Aspettare i nuovi ricchi del pianeta che vengono qui a rilassarsi con la loro carta di credito e se gli viene voglia ti pisciano sulla porta di casa e tu li ringrazi perché ti stanno pagando per farlo.

domenica 2 gennaio 2022

pensare green salverà il mondo

C’è sempre da imparare nella vita, da studiare e da ricredersi. Così il 2022 per me comincia con Ursula von del Leyen che – in barba a tutto ciò che credevo – definisce l’energia nucleare non solo necessaria ma anche “green”, proprio come il “green” pass. Tutto è “green” ormai per chi sogna un mondo migliore. Magari ha ragione lei. Ma resta aperta la domanda: che ne faremo delle scorie nucleari? La storia ci insegna – se la storia è capace di insegnare qualcosa a qualcuno – che per quelle c’è già pronta l’Africa, la nostra fogna a cielo aperto. Vero è che negli ultimi anni l’Africa se l’è comprata la Cina. Quindi? Finiremo per pagare l’affitto ai cinesi per avvelenare gli africani? Avremo questo coraggio? O le getteremo in fondo al mare perché avvelenino i pesci, che essendo muti per natura non protesteranno troppo? O le spareremo direttamente nello spazio, come si vede in certi film di fantascienza? Nella politica internazionale se ne sono viste di più incredibili, in fondo, e di più schifose. Noi, anche col dubbio, dobbiamo continuare a credere che in qualche modo tutto si risolverà da sé, anche senza il nostro impegno diretto. Abbiamo altri problemi da risolvere adesso, come ad esempio dove mettere i figli se richiudono tutto, o anche quello di questi neri che non si capisce proprio che vengono a fare qui sulle loro barchette.