Stamattina, poco prima
di uscire, ho guardato il video di una lectio magistralis di Goffredo Fofi che
con la sua nota modestia dice di essere diventato l’uomo che è per aver
conosciuto tutta una serie di persone straordinarie che lo hanno aiutato a
crescere. Al suo confronto, mi accorgo, io non conosco nessuno di altrettanto
straordinario e se qualcuno conosco non è detto che quel qualcuno riconosca me –
ad esempio stanotte una celebre scrittrice, scambiandomi per un altro, mi ha
chiamato Daniele per tutto il tempo. Però poco fa ho visto un ragno, uno di
quei ragni elegantissimi con le zampe lunghe, che attraversava la strada. Era
fermo sul marciapiede di fronte al semaforo rosso, anche se la strada era
deserta, ma quando è scattato il verde il ragno è partito e ha attraversato la
strada insieme a me. Fofi, a un certo punto del suo intervento, consiglia – a ragione
– di leggere Fontamara di Silone, libro
che nessuno più considera ma ancora attualissimo. Io, invece, consiglio di dare
la precedenza ai ragni, così da ritrovare almeno in loro la meraviglia che non
ci viene più dai libri.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
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mercoledì 12 giugno 2019
giovedì 13 dicembre 2018
bucolica
So che le recensioni sono necessarie a tutti, ma proprio per questo i critici letterari che occupano il poco spazio sui giornali esclusimante per scrivere di quanto è bello l'ultimo titolo Adelphi (prendo un editore serio a caso), mi fanno un po' l'effetto bucolico del pastorello che, trascurando il gregge, di fronte alla vastità dei cielo esclama "Che meraviglia!". Ci vuol ben poco a decantare una realtà editoriale solida e di qualità riconosciuta, la differenza la farebbe ricordarsi ogni tanto di guardare in basso.
lunedì 19 maggio 2014
cos'è la meraviglia
Tornare a casa e trovarci mio fratello, vestito in tuta da lavoro, che canta in russo, l'Onegin di Čajkovskij.
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