Ogni tanto mi capita di sentirmi dare dell’arrogante (o dello stronzo) per i post in cui sfotto alcuni autori che si propongono. Così volevo dire che a parte il fatto che non è un genere che ho inventato io e nemmeno altri editori, anzi era già praticato prima ancora che nascesse l’editoria (se qualcuno se la ricorda, la satira 9 di Orazio è già un buon esempio); a parte il fatto che quasi mai mi permetto di giudicare o dileggiare pubblicamente il contenuto dei manoscritti proposti, proprio perché so quanto lavoro e coinvolgimento emotivo c’è dietro persino l’opera più modesta, quindi se mi esprimo è soltanto su metodi di approccio più o meno molesti o rivelatori, mai sulle opere in sé (e in questo se permettete mi sento più signore di altri che stanno sempre a cacare veleno sui testi di chi non gli piace come persona); ma delle volte ho proprio l’impressione che quelli che più si irritano per certi miei post siano coloro che nella sostanza hanno uno stile di approccio molto simile a ciò di cui scrivo, per cui magari non gli frega nulla dell’onore offeso dell’autore o autrice di turno, ma si sentono toccati in quel qualcosa che li riguarda loro malgrado. Quella che il mio amico Nannino il brasiliano chiamava “la pungitura”.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
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domenica 18 febbraio 2024
lunedì 31 ottobre 2016
americanizzati
Rispetto a queste mode stupide o finto stupide (nel senso che uno fa finta che siano stupide per non dire che gli piacciono) tipo Halloween mi ricordo c’era un mio amico, Nannino il brasiliano, che liquidava tutti con una parola: «Americanizzati!». Non lo diceva alle mode, lo diceva alle persone, per dire che ormai erano corrotte, e le persone mi ricordo si incazzavano.
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