In genere, per “deformazione professionale”, ormai alle presentazioni sto sempre da una parte sola, quella di chi presenta o al massimo è presentato. Ieri mi è capitato di essere alla presentazione del libro di un amico, seduto nelle ultime file, e mi sono ritrovato a scoprire come si sta dall’altra parte del fosso. Così, vi dico, a destra mi sono ritrovato una signora, raffreddatissima, che continuava a soffiarsi il naso con una pezza intrisa di muco mentre faceva ricerche sul cellulare sui tumori al cervello; dall’altra parte avevo una giovane ragazza con suo figlio che continuava a ripeterle, agitandosi e scherzando: “Mamma, non è vero che ho scoreggiato”, cosa palesemente non vera, vista l’aria che tirava. In tutto questo, io che credevo di essere quello serio e compito del gruppo, mezz’ora dopo, al pub, sono stato redarguito da un altro amico di andarmene in giro con la cerniera dei pantaloni aperta. Ecco, tutto questo per dire – a parte l’ovvia lezione morale – che stamattina mi sono ritrovato a immaginare a tutte le volte che potrei aver presentato un libro con la cerniera aperta. Se così è stato e non me lo avete detto, siete delle brutte persone.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
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venerdì 28 dicembre 2018
martedì 8 marzo 2016
nudità
Tutta presa in confessione dei ginocchi
dalla scapola piumata risalivi alle radici dell’orecchio.
Mi straziavi in punta di lingua
all’apice del cuore.
Mi seduci così per sola voce
rivelandoti più nuda sottopelle.
Carne lucente e umida che vibra
per troppa nudità sotto le dita.
dalla scapola piumata risalivi alle radici dell’orecchio.
Mi straziavi in punta di lingua
all’apice del cuore.
Mi seduci così per sola voce
rivelandoti più nuda sottopelle.
Carne lucente e umida che vibra
per troppa nudità sotto le dita.
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