Sakamichi no Apollo (tradotto: Apollo sul pendio), o anche Jammin' Apollo, è un bellissimo anime di 12 puntate diretto da Shin'ichirō Watanabe, già ideatore di Cowboy Bebop, ambientanto nel Giappone di metà anni '60, che parla dell'amicizia fra due liceali appassionati di jazz che decidono di mettere su un gruppo tutto loro. L'anime è pieno zeppo di riferimenti al jazz di quegli anni, dai Jazz Messengers a Bill Evans, ogni puntata prende il titolo da uno standard, ma anche la storia, una sorta di educazione sentimentale in chiave musicale, è davvero bellina. Io l'ho scoperto ieri e me ne sono innamorato subito, ho già visto tutte le puntate e mi sento di consigliarlo a chiunque, soprattutto se appassionati di jazz. Poi ovvio, va ammessa qualche licenza narrativa, per esempio che un ragazzino di 16 anni suoni la batteria allo stesso livello di Art Blakey, però il bello delle storie è anche questo, se no che gusto c'è a sognarle?
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
Visualizzazione post con etichetta crescere. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta crescere. Mostra tutti i post
martedì 3 febbraio 2015
apollo sul pendio
Sakamichi no Apollo (tradotto: Apollo sul pendio), o anche Jammin' Apollo, è un bellissimo anime di 12 puntate diretto da Shin'ichirō Watanabe, già ideatore di Cowboy Bebop, ambientanto nel Giappone di metà anni '60, che parla dell'amicizia fra due liceali appassionati di jazz che decidono di mettere su un gruppo tutto loro. L'anime è pieno zeppo di riferimenti al jazz di quegli anni, dai Jazz Messengers a Bill Evans, ogni puntata prende il titolo da uno standard, ma anche la storia, una sorta di educazione sentimentale in chiave musicale, è davvero bellina. Io l'ho scoperto ieri e me ne sono innamorato subito, ho già visto tutte le puntate e mi sento di consigliarlo a chiunque, soprattutto se appassionati di jazz. Poi ovvio, va ammessa qualche licenza narrativa, per esempio che un ragazzino di 16 anni suoni la batteria allo stesso livello di Art Blakey, però il bello delle storie è anche questo, se no che gusto c'è a sognarle?
sabato 23 febbraio 2013
resa
Se vero fosse poi
l’io vago dei poeti
sarei per te il fermaglio
da tenere sull’orecchio
per cantarti a bassavoce
di un amore senza tempo
se vero fosse poi
senza più tempo
il posacenere a bruciare
ogni ricordo
potremmo pure fingere
che nulla accade mai
senza volerlo
un bacio od un abbraccio
inesistente
solo che mi guardi
od un addio senza rimpianti
la mia resa a quella frase
che sempre ripeti
ogni mattina
che fatica è crescere
senza risvolti.
l’io vago dei poeti
sarei per te il fermaglio
da tenere sull’orecchio
per cantarti a bassavoce
di un amore senza tempo
se vero fosse poi
senza più tempo
il posacenere a bruciare
ogni ricordo
potremmo pure fingere
che nulla accade mai
senza volerlo
un bacio od un abbraccio
inesistente
solo che mi guardi
od un addio senza rimpianti
la mia resa a quella frase
che sempre ripeti
ogni mattina
che fatica è crescere
senza risvolti.
Iscriviti a:
Post (Atom)
