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domenica 1 dicembre 2024

e quando sono triste, non mi ascolti?

Frank Sinatra sings for Only the Lonely (1958), per quel che ne penso, è il più bel disco di Frank Sinatra, accompagnato dall'orchestra arrangiata dal grande Nelson Riddle. Il ritratto in copertina, di Nicholas Volpe, è un dichiarato omaggio all'opera I Pagliacci di Leoncavallo. Il repertorio è tutto composto da torch song, ovvero canzoni d'amore perduto (ovviamente indirizzate ad Ava Gardner), e l'intero disco è fatto per essere ascoltato e goduto esclusivamente col buio. Canzoni che parlano di bar vuoti e bottiglie svuotate, di albe che prima o poi arriveranno. Uno di quei dischi che quando lo senti già dalle prime note capisci subito che Tom Waits lo avrà consumato sul giradischi. Nel pezzo di chiusura, One for my baby, Sinatra, accompagnato dalle note indolenti del piano, canta: "Non lo diresti mai, amico mio, ma sono una specie di poeta / E ci sono un sacco di cose di cui vorrei parlarti / E quando sono triste, non mi ascolti?". Come si fa a non amarlo?

lunedì 12 novembre 2012

più vado e più mi appare ovvio...

Più vado e più mi appare ovvio
come sia tutto vacuo
insopportabile persino il mio sorriso.

Se tutto finisce anche l’amore
perché cominciare una nuova fine?
Non danneggia forse l’universo
una nuova incrinatura nei rapporti
e la tensione che ne viene?

Tu che dici che viverlo è importante
(ma in vista di che? per quale scopo?)
e sei fine anche tu
anche tu ne avrai una
vuoi forse dirmi che l’amore è un passatempo
per riempire il vuoto
tra una fine e l’altra?