Stanotte ho sognato di camminare in un campo minato pieno di cacche fumanti, 328 in tutto. Il problema è che potevo riconoscerne la presenza solo attraverso l'olfatto, ma ero raffreddato e quindi non sentivo nessun odore. Così pestavo tutte le cacche in giro senza riconoscerle. A un certo punto, in maniera quasi improbabile, cioè suonando con la bocca la sirena dell'ambulanza, è arrivato a salvarmi il mio amico Simone, ritornato bambino. Arrivava con una sorta di aereo in miniatura con cui mi afferrava e mi sollevava in cielo, sopra il paese ma a filo delle case. Io, affacciandomi di sotto venivo preso dalle vertigini e cominciavo a gridargli: Attento Simone, attento! Finché, a forza di gridare, non perdevo la presa e cascavo di sotto, sfracellandomi di fronte alla vetrina della farmacia. Pieno di ferite e contusioni, ero lordo di merda e di sangue, ma non sentivo gli odori e per questo mi sentivo fortunato. Simone, intanto, mi rimproverava: È colpa tua, che mi hai messo paura e ho perso la concentrazione alla guida!
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
Visualizzazione post con etichetta simone. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta simone. Mostra tutti i post
giovedì 18 maggio 2023
giovedì 14 novembre 2019
martedì 6 agosto 2019
mercoledì 5 settembre 2012
fuoco
Quando mio padre accende un fuoco di sterpaglie dietro casa, subito arriva veloce, dai campi, Simone il gatto, gridando come un ossesso “Pompieri! Pompieri!” oppure “Arriva la Guardia Forestale!” Quando il fuoco comincia a spegnersi, per sicurezza, Simone afferra la carriola, la carica di sabbia e la cosparge tutta intorno alle ceneri, facendo infuriare mio padre per lo spreco. “Calmati!” gli grida Simone, “o il fuoco si riaccende!” Poi va in cucina da mia madre, a farsi dare un succo e le racconta, con toni epici, la storia. “Oggi a tuo marito gli ho salvato il culo!”
martedì 1 dicembre 2009
parlando di simone gatti
Si chiama Simone ma è detto semplicemente il gatto. Da qualcuno è considerato l’ottava piaga d'Egitto, il più pestifero dei ragazzini che mai abbiamo visto in paese, da qualcun altro una fonte di divertimento continua, una sorta di Gianburrasca dei poveri. Passa la maggior parte del tempo per strada, ficcandosi con assoluta incoscienza in qualsiasi guaio gli capiti a tiro. Oppure al cinema, dove ha l’ingresso gratuito perché è amico di Mimmo, la maschera. Con lui ha un rapporto di odio e amore, e talvolta si becca una poltrona in platea, talaltra un meritato schiaffone. Simone da grande sogna di fare il carabiniere, e per questo lo si vede spesso girare con addosso un gilet della Protezione Civile di cui va molto orgoglioso. Con quello addosso si fionda nel traffico di mezzogiorno e cerca di districarlo al meglio che può, incurante del rischio che corre di farsi mettere sotto da qualcuno e anche delle battute salaci di chi passa e gli urla che ha sbagliato divisa e che quello è mica compito dei carabinieri ma dei vigili urbani.
Iscriviti a:
Post (Atom)

