Quando leggi quel tipo di recensione assurda e vagamente irritante a un libro che non è un romanzo, ma dove il recensore scrive per tutto il tempo: "è scritto benissimo, peccato non sia un romanzo" oppure: "l'autore è bravissimo, peccato non abbia il respiro del romanziere" e scava lì intorno per tutto il tempo, cercando il cadavere del romanzo che non c'è. E a te, leggendola, viene da pensare a Lady Oscar, la scena in cui Andrè si confessa, e con pathos melodrammatico le rivela il succo della questione: "Una rosa non potrà mai essere un lillà"; o volendo fare quelli un pizzico più raffinati: "una rosa è una rosa è una rosa" (cit. Gertrude Stein), ovvero che cazzo c'entrano i lillà, adesso, se stiamo parlando di rose?
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
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venerdì 17 gennaio 2020
mercoledì 17 ottobre 2012
innamorarsi di una porta...
Innamorarsi di una porta
in cui specchiarsi
delle gocce di sangue
che spillano dai rami
i passi degli uccelli
chiamano l’inverno
l’inverno è lontano
viene giù in ascensore
quando arriva gli uccelli
vanno via da Bellavista
murata: tutto è calmo
nella valle evirata
del lillà. Ti accarezzo
le gambe al balcone
e tu vieni sorpresa
dalle guardie trasali
tu vieni col mio tocco
che scende mi dici lo sai
non sei niente gentile.
Fissiamo la notte sul
fiume non torna
e se torna è una porta.
in cui specchiarsi
delle gocce di sangue
che spillano dai rami
i passi degli uccelli
chiamano l’inverno
l’inverno è lontano
viene giù in ascensore
quando arriva gli uccelli
vanno via da Bellavista
murata: tutto è calmo
nella valle evirata
del lillà. Ti accarezzo
le gambe al balcone
e tu vieni sorpresa
dalle guardie trasali
tu vieni col mio tocco
che scende mi dici lo sai
non sei niente gentile.
Fissiamo la notte sul
fiume non torna
e se torna è una porta.
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