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martedì 15 dicembre 2020

malerba

Credo che il più bel libro in prosa che ho letto nella seconda metà del 2020 sia stato La scoperta dell'alfabeto di Luigi Malerba che, faccio mea culpa, conoscevo pochissimo. Il punto è che si fa tanto per andare sempre a citare gli americani e i russi, i sudamericani, gli orientali, o più semplicemente quelli che vanno a vivere in città, come per riceverne l'avallo di una apertura e di una liberazione dal nostro sbandierato provincialismo. E poi ti accorgi che bastava andare in direzione opposta, alle radici stesse del provincialismo, nella campagna più aspra e cruda, per capire come la solitudine può farsi sangue e carne, favola e follia. Quel posto che ciascuno di noi porta nel cuore come una ferita e una molla, e che per qualcuno sta nelle Langhe, per qualcun altro in Irpinia, per qualcuno in Lucania e per Malerba sull'Appennino.

martedì 24 dicembre 2019

chegapùj

Alla lettere sarebbe “caca-uccelli”. Sono le bacche rosse del biancospino selvatico di cui sono ghiottissimi gli uccelletti che le trangugiano con voracità e poi le rifanno intere. 

 (Luigi Malerba, Le parole abbandonate, Mondadori, 2017)

sabato 14 luglio 2012

amicizia e fame


“L’amicizia non si mangia.”
“L’amicizia no ma l’amico sì, se uno ha molta fame.”

(Da storie dell’anno Mille, di Luigi Malerba e Tonino Guerra)