giovedì 11 febbraio 2016

inferno

Ho fatto un sogno. Io e Ungaretti (l’Ungaretti del Dolore) ce ne andavamo in giro per le catacombe di Roma cercando la tomba segreta di Bela Lugosi. Nostro compagno di viaggio e nostra guida era Ascanio Celestini, anche lui alla ricerca della seconda pizza di un vecchio film in bianco e nero sui mostri, inghiottita da quell’inferno. Quanta gente ammazzata ci sta sepolta sotto Roma, quante ombre che si aggirano infelici. E quanti artisti senza nome (poeti e saltimbanchi) ci fermavano per raccontarci la loro storia. Ungaretti, nervoso, scuoteva il capo e li guardava commosso, e diceva loro: “È il nostro destino di uomini, l’umiltà e la perdita” ma senza segno di consolazione nella voce. E prendeva appunti di tutti loro, per restituirgli almeno una parola di commiato alla nostra uscita.

1 commento:

tentare, nuoce ha detto...

Antonio Giuseppe e Ascanio, un frugare alla cerca di zitti testimoni di accadere: ché, i coloro che artisti, son solamente dei protagonisti