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domenica 6 agosto 2023

dieci anni

Mi sono appena ricordato, forse per via di tutto questo bailamme sul reddito di cittadinanza, che sono passati dieci anni esatti da quando Luigi Preiti, disoccupato calabrese, tentò da solo, armato di pistola, un assalto a Palazzo Chigi durante l'insediamento del Governo Letta. Si sa che poche ore prima della sparatoria in cui ferì gravemente un carabiniere, Giuseppe Giangrande, rendendolo tetraplegico, per poi venire fermato e condannato a 16 anni di carcere, fece una serie di telefonate anonime in cui avvertiva delle sue intenzioni aggiungendo: «Dovete aiutare la Calabria, dovete dare soldi alla Calabria». Le telefonate rimasero inascoltate, il carabiniere ferito non ha mai perdonato Preiti, che invece è stato presto dimenticato, così come il Governo Letta e la Calabria tutta.

domenica 28 aprile 2013

il bersaglio

La cattura di Preiti
Stasera, sulla sua pagina Facebook, parlando della sparatoria di oggi davanti a Palazzo Chigi, il Presidente della Camera Laura Boldrini scrive questo:

La situazione della famiglia del brigadiere Giuseppe Giangrande mi ha molto colpito e commosso. La figlia è una ragazza giovanissima, poco più che ventenne, che ha perso la madre due mesi fa. Oggi suo padre è stato ferito senza motivo ed è in gravissime condizioni. Per la famiglia Giangrande queste sono ore di ansia e di angoscia. Dovremmo stare loro il più vicino possibile, fargli sentire che non sono soli. Noi, come istituzione, ci siamo. Mi auguro che si possa dare un segnale forte, che quando succede qualcosa ad un servitore dello Stato, lo Stato c'è.
Prima di andare all'ospedale Umberto I, dove è stato operato il brigadiere Giangrande, sono stata all'ospedale San Giovanni, dove è ricoverato il carabiniere Francesco Negri, con il quale ho potuto parlare. Per fortuna, nel suo caso, la situazione è sotto controllo. E' un ragazzo giovane e forte, orgoglioso di fare il suo lavoro e motivato a riprendere al più presto servizio.


Contesto due cose alla Boldrini. Primo, lo Stato dovrebbe esserci SEMPRE, per qualsiasi cittadino, e non solo per chi lo serve. Sarebbe quello, davvero, il “segnale forte”, che aspettiamo da tempo.
Secondo, e lo dico con tutto il rispetto per i feriti e per il dolore delle loro famiglie, se Luigi Preiti oggi ha sparato lo ha fatto non “senza motivo”, come dice la Boldrini, lo ha fatto per un motivo e uno solo, perché lo Stato non c'è, non c'è più per lui né per tanti altri, lo Stato lo ha abbandonato. E questo genera rabbia e la rabbia cieca vendetta, la più pericolosa, la più facilmente ripetibile. Dal suo punto di vista quell'uomo ha solo sbagliato il bersaglio.