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lunedì 19 agosto 2019

tradizione

Ieri sera ero a cena con Cosimo, architetto toscano in visita, che si interessa di costruzioni in pietra a secco. Mi ha raccontato di un’antica leggenda delle nostre terre secondo cui le pietre, in barba al luogo comune, non solo hanno il sesso, accoppiandosi senza sosta per riprodursi, ma lo usano con grande diletto. Mi ha anche chiesto, con un pizzico di malizia, se le nostre Pietre Vive proseguono nel solco di quella tradizione e io gli ho assicurato a nome mio e di tutti gli autori che ci applichiamo con costanza per farle onore.

lunedì 16 marzo 2015

affascino

Stamattina mi sono svegliato con un mal di testa fortissimo, letale. Colsulto mia madre che da esperta mi fa: qui è roba di affascino. Prende acqua e olio, mi fa l'affascino e mi passa tutto. Non solo, mi dice anche: sono cinque persone. Madonna, mi dico, cinque persone contro di me, peggio di una messa nera! A quel punto la mia vanità ha il sopravvento, voglio dire ormai riesco a sconvolgere a tal punto la bile degli altri che ben cinque persone mi hanno lanciato il malocchio nello stesso giorno! Mica briciole! C'è chi si farebbe una sega per una cosa così. E infatti...

mercoledì 24 febbraio 2010

quarantane



Una volta le quarantane si appendevano per il collo fra le case durante i periodi di quaresima come rappresentazione del digiuno che ci si imponeva in quel periodo e quindi della fame stessa. Per questo le bambole avevano la forma di brutte vecchiacce vestite a lutto. Poiché la fame era un male odiato e diffuso, a fine quaresima ci si avventava su queste streghe con una violenza senza pari, ebbri del vino e del cibo che ci si concedeva per la festa. Durante la Pasqua le bambole venivano, come in un rito orgiastico, picchiate, accoltellate, sparate, bruciate e offese in ogni modo sconcio o no che fosse. Ci si scagliava addosso a loro con tutta la furia di cui si era capaci e quindi, per estensione, addosso al proprio destino di povertà e miseria. Ogni anno questa incontrollabile furia sociale si ripeteva, sfogava in parte il proprio malumore e poi tornava innocentemente ai propri ranghi, attraverso l’alibi della festa. Ecco perché questo rito di chiara matrice pagana, seppure non visto di buon occhio dal potere, era tollerato persino dalla Chiesa. Ora del rito, un tempo diffuso in tutto il Sud, resta solo il vuoto simulacro offerto ai maniaci della tradizione e ai turisti malati di fotografia.