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sabato 4 luglio 2020

smantellare l'ilva

Dice ogni sera in TV che non si sa come spendere i soldi UE, dice che servono più lavori pubblici per ridare fiato alle famiglie. Ecco un bel modo allora per usarli quei soldi e per creare nuovi posti: smantelliamo l'Ilva. Riconvertiamo la zona. Diamo lavoro a chi, si dice, rischia di rimanere senza lavoro. Prima con un amico si diceva che per bonificare Taranto ci vorranno almeno 50 anni. Se iniziassero oggi io non riuscirei a vedere la fine dei lavori. Mi piacerebbe comunque vederne l'inizio.



lunedì 15 ottobre 2018

il testamento dell’avvelenato

Una delle sorprese più belle derivate dalla lettura di Bob Dylan, pioggia e veleno di Alessandro Portelli (Donzelli 2018), è stata scoprire come l’archetipo più antico della celebre A Hard Rain’s A-Gonna Fall di Bob Dylan non sia, come credevo, Lord Randal, ballad scozzese le cui tracce arrivano ai primi del ‘700, ma una canzone italiana più vecchia di circa un secolo, chiamata Il Testamento dell’avvelenato, da cui Lord Randal e decine di varianti sparse per l’Europa derivano a loro volta. La prima testimonianza scritta del Testamento risale alla Verona dei primi del ‘600, ma la canzone potrebbe essere ancora più vecchia. Nella stessa si narra l’ultimo drammatico dialogo fra una madre e suo figlio, avvelenato dalla donna che ama. Il figlio, che è evidentemente il signore della casa, viene interrogato perché faccia testamento e indichi cosa lascerà a lei e ai suoi fratelli prima di morire. Qui è cantata da Sandra Mantovani.

martedì 15 maggio 2018

gli haters prima della rete

Stamattina, in campagna, mi sono fermato a parlare con dei vecchi contadini che mi chiedevano di spiegargli meglio e commentavano le recenti decisioni in merito al Decreto contro la Xylella. È stato interessante capire cosa hanno raccolto dalle informazioni che girano senza controllo. Secondo loro ci sono degli aerei carichi di pesticidi vietati dall’Europa (questo lo hanno capito bene) che girano di notte spargendo questi veleni a tappeto sulla campagna in modo da bruciare tutto senza discrimine, alberi e verdure. Visto che se metti il veleno sulla pianta non è più buona da mangiare (è una cosa scontata), e che se le mucche mangiano erbe piene di veleno faranno latte cattivo, per non parlare della carne macellata, presto arriverà l’ordine di comprare latte, carne e verdure dall’estero. Tutti loro finiranno senza lavoro per arricchire le aziende francesi e tedesche. Ma forse, a furia di venire avvelenati, moriranno lentamente anche loro di qualche malattia connessa ai veleni. Molti di loro definiscono il ministro Martina, un “porco e un assassino”, un “venduto alle banche” e la Xylella una esagerazione, anche se non negano più come una volta che ci sia, semplicemente nessuno ha curato gli alberi come doveva. Molti augurano a Martina “de sckattè” (morire, insomma) con un rancore atavico, che ha radici storiche profondissime. La cosa ironica di questa gente, odio e paura compresi, è che in gergo i sociologi alla moda li chiamerebbero haters, persone influenzate dai social e allevate nei pregiudizi della rete. Peccato che stiamo parlando di uomini e donne con più di settant’anni, molti dei quali non hanno mai usato un computer, non si sono mai mossi di qui, non sono stati debitamente informati (sempre che informarli servisse a qualcosa), e ora hanno paura di perdere l’unica loro certezza, il paesaggio in cui sono vissuti e a cui sono così saldamente legati.

lunedì 18 maggio 2015

carnivori 2.0

Passare la serata sbucciando piselli. Regalo di un parente. Quattro chili. Quando troviamo un verme nel baccello mio padre esulta: se c'è il verme allora non c'è veleno! E il verme? Raccogli anche quello, che poi ce lo mangiamo.