A volte mi rimproverano – credo con ragione – di crogiolarmi un po’ troppo nei miei mali. Non sono il solo. Leggevo l’altra sera una poesia piccata di Giorgio Bassani che, accusato da un’amica della stessa colpa, sputtanava l’amica in una poesia e ci litigava. Tutto molto puerile. Di contro oggi leggevo un libro di poesie in cui ci si compiace senza fronzoli nella descrizione coi guanti bianchi del male degli altri. È questo il genere di sguardo che va per la maggiore oggi: lo chiamano distacco clinico, ma ci senti ancora dentro quel pizzico di crudeltà o disgusto del mondo che scuote i sensi assopiti del telespettatore abituale. A me sembra che in poesia ci siano rimasti soltanto – per impoverimento – due tipi di sguardo, due punti di vista: quello della cavia che si contorce/compiace in gabbia o sul vetrino e quello del macellaio che la viviseziona in nome di un principio più alto di superiorità della razza. Razza di stronzi, appunto.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
mercoledì 2 febbraio 2022
giovedì 27 gennaio 2022
rancore
La mia giornata della memoria la chiudo con l’invito a leggere una poesia di Giorgio Bassani chiamata GLI EX FASCISTONI DI FERRARA in cui, nel clima di distensione della sua città e di tutta Italia dopo la guerra, Bassani parlava con disgusto degli ex fascisti che facevano finta di non ricordare e gli gettavano le braccia al collo da buoni amici ora che era uno famoso. Del resto, in tutto il paese la scelta più o meno unanime era stata quella: chi, arrivati al bivio della Repubblica di Salò, aveva scelto Salò era da condannare come fascista, chi invece aveva rinnegato o scansato quel passaggio si era ripulito la fedina. Qualcuno, più cinico e smaliziato, gli sussurrava all’orecchio: “Ma sì Bassani, smettila con questo atteggiamento di arroganza e perdonaci una buona volta. Dopotutto è scrivendo quei tuoi libri pieni di balle su di noi che ti sei fatto ricco, dovresti quasi ringraziarci, senza di noi tu nemmeno esisteresti come scrittore”. E Bassani, con tutta la sua acredine, rispondeva: “Perdonarvi? Certo, ma soltanto dopo che saremo tutti morti.” Perché una vera giornata della memoria, non andrebbe mai scordato, non si nutre soltanto di pietà e di buoni sentimenti, ma anche di rancore cieco, sordo e irrimediabile. E in questo rancore la differenza la fa da che parte stai.
lunedì 24 gennaio 2022
altri tempi
Leggo
la storia editoriale di Giorgio Bassani poeta curata da Anna Dolfi. Di Un'altra libertà, terza raccolta di Bassani, vennero stampate in prima
edizione, da Mondadori, 2000 copie e ne rimasero invendute 445. Nel
1951! Bassani all'epoca aveva 35 anni e ancora non aveva pubblicato uno
solo dei racconti di Ferrara che poi lo avrebbero reso famoso.
lunedì 25 novembre 2019
a letto
dalla parte destra quella che occupa
lei quando è qui
e stamani svegliandomi mi son ritrovato
a sinistra di dove nel buio ascolto insonne talora
il battito possente del suo esserci
Cosa mi ha indotto dunque durante la notte
ad abbandonare lo spazio del suo grande
corpo assente
se non l’ansia d’essere anche io niente?
(Giorgio Bassani, Epitaffio, Mondadori, 1974)
mercoledì 20 giugno 2018
oggi hanno riesumato bassani...
Domani i miei amici come cani
ancora scaveranno il fosso
gratteranno la tua carne all’osso, Poesia.
I tuoi pochi grammi di zita
soffiati ai vermi alle loro dita maldestre
da scrittori affacciati alle finestre
sognando qualcosa che passa e non li prende.
giovedì 9 marzo 2017
le leggi razziali
del giardino di casa nostra a Ferrara è proprio lei
la stessa che ritorna in pressoché tutti
i miei libri
La piantammo nel ’39
pochi mesi dopo la promulgazione
delle leggi raziali con cerimonia
che riuscì a metà solenne e a metà comica
tutti quanti abbastanza allegri se Dio
vuole
in barba al noioso ebraismo
metastorico
Costretta fra quattro impervie pareti
piuttosto prossime crebbe
nera luminosa invadente
puntando decisa verso l’imminente
cielo
piena giorno e notte di bigi
passeri di bruni merli
guatati senza riposo giù da pregne
gatte nonché da mia
madre
anche essa spiante indefessa da dietro
il davanzale traboccante ognora
delle sue briciole
Dritta dalla base al vertice come una spada
ormai fuoresce oltre i tetti circostanti ormai può guardare
la città da ogni parte e l’infinito
spazio verde che la circonda
ma adesso incerta lo so lo
vedo
d’un tratto espansa lassù sulla vetta d’un tratto debole
nel sole
come chi all’improvviso non sa raggiunto
che abbia il termine d’un viaggio lunghissimo
la strada da prendere che cosa
fare
Giorgio Bassani