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martedì 28 gennaio 2025

cane mangia cane

Qualche giorno fa un amico mi ricordava come dietro tanta intelligenza artificiale di cui ci avvaliamo sia nascosto uno dei massimi sistemi di sfruttamento del proletariato mondiale. Perché tutti quei dati che consultiamo giornalmente non sono autogenerati, ma vengono inseriti e periodicamente verificati e corretti da migliaia di persone, a bassa istruzione o laureati, che vivono in situazioni di estremo disagio nelle zone più povere del mondo (Sudamerica, Africa e Asia) e per questo sottopagate, anche 0,001 dollari all’ora per fare un lavoro immane sui software che ci permettono di vivere ai nostri standard di benessere. Ieri era la giornata della memoria, e qualcuno (Paolo Nori credo) condivideva con sdegno la frase posta sul cancello dei lager, che “Il lavoro rende liberi”. Altri invece parlavano delle colpe di Israele verso Gaza. E io ho pensato una cosa, che durante il nazismo, per ottimizzare al meglio ogni singola parte del prigioniero, con la stessa filosofia “del maiale” di cui non si butta via nulla, i nazisti sfruttavano tutto, dai denti d’oro fino ai capelli per farne biancheria, calze, ecc., che qualcun altro indossava “senza sapere”. E ho pensato che ci sono due tipi di nazisti al mondo, quelli che commettono le atrocità eclatanti che oggi rimproveriamo a Israele e America guardando a Gaza, e quelli che invece, magari senza vera cattiveria, sfruttano il lavoro dei più poveri facendo finta di non vedere la situazione di servitù in cui pongono altri esseri umani, tanto poi la colpa se la prenderanno i capi. E in questo schema in cui cane mangia cane, quelli realmente innocenti sono davvero pochi.

mercoledì 30 ottobre 2024

i cambiamenti nell'editoria in corso

Amica mi racconta come avanzano le nuove modalità di editoria all’estero. Lei vive e lavora in Spagna per un’agenzia italiana collegata a una casa editrice inglese – di cui però non mi ha detto il nome – che realizza libri prodotti in self publishing per Amazon Kindle Direct Publishing. In pratica i clienti pagano la casa editrice per fare il loro libro: fornendo i dati necessari i libri vengono creati da un’intelligenza artificiale e poi editati, attraverso l'agenzia, da alcuni professionisti come la mia amica che perfezionano i prodotti diversificandoli fra loro, lavorando "di cesello" sullo stile del testo. La qualità dei libri prodotti in questo modo è alta sotto il profilo formale e i libri sono distribuiti, in formato digitale (quindi senza costi relativi a stampa e distribuzione fisica), nella lingua che si preferisce e a prezzi accessibilissimi, sulla più grande e capillare piattaforma di vendita del mondo. Mi dice la mia amica che la casa editrice inglese produce, a catena, un libro a settimana e gli introiti che ne derivano sono tali che i professionisti che ci lavorano vengono tutti adeguatamente remunerati.

martedì 9 luglio 2024

ciò che il pubblico vuole

Oggi è la Munro, ieri erano i "fascisti" Pirandello e Ungaretti, alcuni anni fa toccò a Montanelli con la sposa bambina, prima ancora a Penna e Pasolini coi loro fanciullini marchettari, e prima ancora a Céline o Malaparte ecc. in questa lunga catena dei peccati e delle colpe. Periodicamente viene fuori questa discussione per cui si scopre che gli artisti sono fondamentalmente uomini e donne pieni di difetti e tutt'altro che perfetti e si mette in discussione il valore esemplare della loro opera. Impregnati di ideologia romantica ci si dice che se l'artista non assomiglia all'opera allora l'opera è falsa. Ciò mostra sempre, implicitamente, la doppia morale del pubblico, la sua incapacità di leggere un'opera al di fuori del biografismo spicciolo e gossiparo della vita dell'autore e il suo bigottismo di fondo. Tutto questo però, mi dicevo stamattina, è destinato presto a finire. Fra un po' i romanzi li scriveranno direttamente le AI su commissione e allora non ci saranno più problemi morali con le debolezze e i lati oscuri degli artisti, perché l'AI non ha pulsioni sessuali, politiche o ideologiche. Le AI daranno al pubblico esattamente ciò che il pubblico vuole, glielo cuciranno addosso chiedendo il pagamento anticipato, e il pubblico forse finalmente per una volta chiuderà il becco.

sabato 1 aprile 2023

telefono vs intelligenza artificiale

Di fronte alle polemiche di questi giorni su chi parla con le intelligenze artificiali mi viene da pensare che in fondo io sono cresciuto in un’epoca in cui non c’erano nemmeno i cellulari e si chiamavano al fisso di casa le ragazze che ti piacevano dai telefoni a gettoni. Mi sono ricordato quella volta che a quindici anni chiamai una che mi piaceva e mi rispose sua madre dicendo che era non c’era trippa per gatti ed era meglio se giravo al largo. E mi sono chiesto se – meraviglie della tecnologia a parte – c’è così tanta differenza se quando chiami una che ti piace a dirti di girare al largo è una intelligenza artificiale, la sua amica impicciona o una madre ostile.