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martedì 5 novembre 2024

certezza

Oggi un mio amico mi ha scritto un messaggio bellissimo in cui mi ha detto più o meno così: Antonio io lo sapevo che eri bravo, ma adesso che finalmente ti ho letto ne ho avuto la conferma. Mi ha fatto un sacco piacere. Ecco io penso che vada preso come esempio da tutti voi che mi volete bene: non abbiate paura di trasformare la vostra fiducia in certezza: prendeteli i miei libri e leggeteli anche.


mercoledì 26 gennaio 2022

isbn: un chirimento

Siccome mi pare ci sia molta confusione in merito, chiarisco che l’ISBN non è un titolo di merito. Averne uno non vi rende scrittori migliori. È semplicemente un codice di natura commerciale che serve a rintracciare il libro sui database e attesta che il libro non solo esiste, ma è in vendita, è merce pronta all’uso sul tavolone del mercato. Proprio come il pesce, o le melanzane. Mettere l’ISBN su un libro fantasma – di quelli che magari esistono stampati in venti copie e non trovi sul mercato – è una mezza truffa. Chiedere di attribuirne uno al titolo di uno strafalcione improvvisato per fare punteggio ai concorsi è una truffa e il fatto che la richiesta mi arrivi spesso da gente che vorrebbe avanzare nel mondo della scuola o della ricerca – lì dove una pubblicazione fa punteggio – la dice lunga su come sta messa oggi la scuola. Ma è talmente lucroso come affare che la stessa agenzia che gestisce gli ISBN li ha messi in commercio anche per i privati. Chiunque può prenderne uno, se lo vuole. Costa circa 80 euro + iva, ma c’è lo sconto se li prendi in offerta (il famoso 3x1), insomma è alla portata di tutti. E, nessuno lo dice, produce inquinamento informatico. Io dico questo: ci sono decine di editori che lo attribuiscono e il libro che fate non per questo venderà una copia in più. Può servire, ma soltanto se il libro lo vuoi davvero vendere, come le pentole da cucina o gli aspirapolvere, se vuoi sbatterti per avere successo e farlo girare a più non posso, se hai una strategia di marketing da abbinargli, se ne fai insomma una questione commerciale anche tu, senza rompere troppo il cazzo con l’arte. Perché l’ISBN è quello, e anche se spesso gli interessi coincidono, l’arte è un’altra cosa e sta da un’altra parte.

giovedì 23 aprile 2020

talento

Oggi leggendo la recensione all’ultimo libro di Richard Powers (Il sussurro del mondo) che ha passato sei mesi da solo con gli alberi di una foresta per scriverlo e con cui ha vinto il Pulitzer, ho pensato che il mondo è pieno di aneddoti di gente che faceva il programmatore informatico oppure il factotum o l’autista di autobus e un bel giorno scrive un libro di successo e si scopre che in realtà era uno scrittore; ma mai del contrario, di uno che magari per vent’anni prova a scrivere un libro e poi si scopre che in realtà il suo vero talento era quello di fare il postino oppure il gelataio. E mai che nessuno dica: Sono contento, perché come romanziere era pessimo, ma il suo gelato mi ha salvato la vita più di una volta quando ero depresso.

domenica 5 gennaio 2020

anticorpi

Oggi mi sono svegliato con la consapevolezza che i due migliori scrittori italiani “rivelatisi” negli ultimi anni sono Carlo Bordini, classe 1938, ed Ezio Sinigaglia, classe 1948. Sono diversissimi fra loro, ma entrambi hanno iniziato a scrivere a metà degli anni 70, entrambi sono stati considerati degli outsider perché sono passati per più di trent'anni sotto silenzio, prima di tornare in luce intorno al 2016, con tutto il clamore di chi si accorge per la prima volta di loro e lo stupore: Come è stato possibile? E ho pensato che il talento non è poi così evidente come si crede, non può salvare chi lo possiede né portarlo da solo al successo, e che il destino avventuroso e maledetto che tanti aspiranti scrittori sognano, che io stesso sognavo anni fa, alla fine è anche e soprattutto un viatico doloroso nel dubbio; perché l'indifferenza, e il tempo necessario a scoprirsi, e il dubbio che ne consegue, sono dolorosi. Ma, come diceva Leopardi, solo dal dubbio può nascere la verità, se nasce. E quanto al tempo, vale per tutti la regola della livella di Totò: dove tempo e livella coincidono, per spazzare via, senza troppi complimenti, tutto ciò che non servirà domani. Visto quanto si pubblica oggigiorno, sarà un’epidemia, mi sa. La mia speranza ultima è di avere degli anticorpi abbastanza forti da reggere il confronto con quelli dei due mostri/maestri citati qui sopra.

lunedì 23 dicembre 2019

damnatio memoriae

Sabato ho visto la presentazione di un bel libro di Alberto Castelli, Soul to Soul (Chinaski, 2019), il cui titolo è abbastanza esplicativo. Fra gli altri Castelli dedica un capitolo al primo Michael Jackson, mostrando quanto abile, innovativo e spregiudicato sia stato il giovane nell'imporsi. Devo dire che, a riascoltarlo oggi, mi sono accorto di quanto avevo rimosso Jackson dalla mia memoria (letteralmente cancellato) a causa degli ultimi scandali e di una certa critica che, in virtù di quegli scandali, lo descriveva come una sorta di bamboccio o di marionetta senz'anima nella mani di altri, da suo padre a Berry Gordy a Quincy Jones. Una cosa per certi versi infame, non migliore del trattamento infertogli dal padre, in cui si toglie a un uomo qualsiasi dignità per annullarlo sia nel bene che nel male, fino all'estremo della Damnatio Memoriae operata oggi, contro di lui, da molte radio anglofone. Non mi è piaciuto tutto ciò che ha fatto, ma anche io ascoltando le sue canzoni mi sono chiesto: possibile che Jackson non "fosse lì" mentre cantava, che eseguisse semplicemente dei comandi, che alla fine tutto ciò che ci rimane di lui come artista fosse una finzione ben costruita a tavolino come si fa oggi con tante pop star fasulle? E Castelli alla fine del capitolo argutamente chiede: è quella la storia che vi interessa che vi racconti?


sabato 2 febbraio 2019

il nome giusto

Mi segue su Instagram un tizio che si è scelto come nickname Carciofo Sottovuoto. A volte penso che anche per trovarsi il nome giusto occorre talento.

mercoledì 8 agosto 2018

onor del vero

È da ieri sera che, da più persone, torna questo discorso (cito a onor del vero Gianfranco Cavaliere, Celestina Marino e Franco Basile) il quale è stato sintetizzato benissimo da De Michele Vittorio che stamattina mi dice: “Questo è un paese pieno di talenti. Il problema è che non si mettono in gioco. Per pigrizia? No, non per pigrizia. Più per timore dell’opinione degli altri. Io però la penso così: Non ti piace cosa ho fatto? Ce cazze me ne fotte a mèje ca nan te pièsce! Ij à so fatte!”. E arrivederci.

domenica 1 aprile 2018

i timidi

Considerazioni pasquali fatte iersera mentre con Daniela Gentile si beveva vino bianco (per cui non so se derivate più dalla presenza di Daniela o dal vino): il mondo delle Lettere, o dell'Arte in genere, non è di quelli bravi ma, come in tutte le cose, di quelli che si muovono. Questo da una parte serva come spinta a muoversi se si desidera il successo. Dall'altra come freno a chi, privo di mezzi critici, si affida unicamente al successo come metro per giudicare il talento. Spesso il talento è dei più timidi, degli arrabbiati, dei meno abili a socializzare, ma noi ci innamoriamo del successo, e deleghiamo ai posteri la nostra miopia: se c'è giustizia al mondo i timidi li salverà la storia.