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sabato 27 gennaio 2018

nel giorno della memoria


Siccome gli amici sanno che non amo particolarmente il 27 gennaio (per tutta una serie di ipocrisie che contiene), stamattina mi chiedevano sfottendomi un post polemico per il giorno della memoria. E visto che non mi va di parlare di quello, mi è venuto in mente di postare questa foto di un bellissimo complesso di trulli con tanto di aia e di giardino che sorge abbandonato su via Alberobello a due passi da casa mia. Leggende metropolitane che sicuramente sono false e tendenziose raccontano che un noto costrutture locale ha comprato il terreno e aspetta pazientemente che i trulli privi di manutenzione crollino da sé per potere poi, attraverso un intervento di ristrutturazione (come li chiamano), costruirci sopra un bel palazzo. E io mi chiedo, nella giornata della memoria, della mia memoria almeno, ma in tempo di crisi edilizia e di orgoglio per la nostra terra, non sarebbe più facile e utile risistemare i trulli col giardino e venderli così come sono, nel loro ambiente e nel rispetto della nostra tradizione, piuttosto che tenerli chiusi aspettando che muoiano? Non è un po' troppo da necrofili questa nostra concezione palazzinara? Io non c'ho i soldi ma se li avessi li comprerei subito quei trulli proprio perché sono così e non perché possono sviluppare volumetrie. Ma sia chiaro che questo è un esempio che vale per tutti, che di casi come questo se ne vedono ogni giorno e io non ce l'ho con quel costruttore in particolare, ma ce l'ho un po' con tutti perché certe volte, secondo me, non hanno proprio capito chi sono e da dove vengono.

martedì 23 agosto 2016

i trullari-ninja

Questa mattina, parlandone con Grazia Rongo, siamo arrivati alla conclusione che per combattere l’inarrestabile ondata di abusivismo edilizio che colpisce le nostre terre, l’unica è controbattere il male col male (un po’ come nei film americani), occhio per occhio e dente per dente. Quindi? Quindi abusivismo per abusivismo! L’idea è questa. Opporre ai palazzinari interessati una fortissima squadra di trullari-ninja, che arrivano la notte sui cantieri e prima ancora che qualcuno possa solo fiatare, ci piantano su un bel trullo abusivo. E poi possano pure invecchiare, aspettando che i trulli crollino da soli! Oppure, lasciarli liberi per le campagne, a ripristinare quelli che lentamente cedono alla nostra incuria. Presto organizzeremo una raccolta fondi per una scuola di formazione dei trullari-ninja. Intanto, accogliamo simpatizzanti.

mercoledì 15 gennaio 2014

nel bel mezzo del gelido inverno



Quello nella foto è il trullo che mio padre ha ereditato da mio nonno, insieme a una piccola vigna, alle Fogge di Barnaba (una piccola contrada di Martina Franca). Da anni, come si vede, è disabitato. La notte scorsa dei vandali ci sono saliti in cima e con dei martelli hanno staccato e rubato le sfere in pietra dei pinnacoli, probabilmente per rivenderseli. Mio padre ci è rimasto molto male, non solo per il furto, ma anche per i danni ai coni, come se già non bastasse l'IMU che puntualmente dovrà pagare sulla struttura. Sono i segni della crisi, gli ha detto un vicino, è la fame che ti fa fare queste cose. Mio padre gli ha risposto che, se avevano tanta fame, si potevano mettere a zappare la terra come faceva nonno, almeno costruivano qualcosa invece di distruggerla. Ma è questo, penso io, il segno dei tempi. Questo senso di rapina che ti spinge a rapinare a tua volta, a prendere tutto ciò che puoi finché puoi, prima della fine e senza alcun rispetto, anzi, con la segreta speranza che domani si stia tutti un poco peggio.