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venerdì 15 novembre 2024

la libertà

C'è sempre una prima fase in cui tutti nella loro esperienza vogliono lasciare i social per disgusto e poi c'è una seconda fase in cui si dice che non serve a niente lasciarli e si finisce per sfottere chi lo fa trasformando sia azione che dileggio in un gesto tanto eclatante quanto vuoto di significato. Annullandosi. Ma se è vero che i social non sono liberi, ma sono sempre la più vera espressione del potere che ci controlla e indirizza, io direi che prova migliore che il potere ha vinto su di noi non c'è. Sarebbe bello sognare che tutti abbandonino i social per tornare a protestare in piazza, ma oramai il "cambiamento antropologico" è avvenuto e non siamo più capaci di immaginare né una protesta che non parta da un post (come me adesso), né una liberazione incondizionata dalla nostra bella gabbietta mediatica. La libertà si scrive qui e basta.


mercoledì 13 novembre 2024

alcuni galleggiano

Ho letto che Richard Gere dopo la vittoria di Trump ha lasciato gli USA per trasferirsi in Spagna – un po’ come fecero alcuni artisti americani durante il maccartismo – e trovo in un certo senso squallido leggere commenti ironici su questa scelta legati all’appoggio di Gere alle ONG e a determinate politiche umanitarie indirizzate alla salvezza dei migranti. Per alcuni sembra irreale che possa succedere e altri invece mi paiono quasi provare un piacere perverso nel vedere morire la gente in mare. La prendono come uno scherzo, o come una scocciatura di cui farebbero volentieri a meno. Io la vedo più come la riprova che al di là di qualsiasi negazionismo la scienza è una materia esatta e ci conferma che, al contrario degli esseri umani, gli stronzi galleggiano sull’acqua da qualsiasi parte dell’oceano tu li guardi.

sabato 23 gennaio 2021

barzelletta

 Io mi rendo conto di come spesso non sono capace di essere meno superficiale di così e per questo sbaglio a esternare le mie idee, ma trovo straordinario come un giornalista, mentre prova a fare una battuta di pessimo gusto in cui definisce "escort" una donna bellissima che ha sposato uno degli uomini più squallidi, arroganti, misogini e volgari, ma per carità l'amore è cieco (ovvero, confessiamolo, dando voce a quello che moltissimi altri uomini e qualche donna hanno pensato almeno una volta negli ultimi anni, ma hanno avuto il buon senso di non dire) fa una cosa tremenda, imperdonabile e offensiva per quella donna in particolare e per tutte le donne del mondo; ma se negli stessi giorni migliaia di persone prendono l'immagine di un vecchio infreddolito coi guanti di lana e la rigirano in tutte le salse possibili per trasformarlo nella più grossa barzelletta umana del pianeta, invece quella è considerata una cosa simpatica che non lede la dignità di nessuno.

martedì 20 gennaio 2015

la peste umana

Ogni volta che si scatena il dialogo intorno a un tema caldo (gli ultimi sono stati Charlie H. e le due ragazze rapite, il prossimo sarà quello per l’elezione di Silvio Berlusconi come presidente della Repubblica), tutti si mettono a discutere, spesso con toni e parole feroci, tirando fuori il peggio di sé, per riaffermare questa semplice verità: sono tutti cinici, ipocriti, cattivi. Ma tutti chi? Tutti, cioè un generico “gli altri” che nel concetto raccoglie anche noi, ma solo di striscio, tanto per dire che noi non ce la tiriamo ma siccome l’abbiamo capito stiamo un po’ meglio di loro. Secondo me, in tutta onestà, e lo dico con tutta la convinzione di cui sono capace, facciamo tutti quanti assolutamente e indiscutibilmente schifo, senza appello e senza eccezioni, per il semplice fatto, molto scientifico, che sotto lo stesso cielo condividiamo lo stesso gene, che è un gene di merda, difettato, di serie B. Qualcuno di noi, è vero, è più simpatico degli altri. Qualcuno è più furbo. Se oltre a essere simpatico e furbo ci sa fare, fa anche più sesso degli altri. È tutta qui la differenza. Ma poi, se ci va male, quel tipo simpatico che ci sa fare, ha pure maggiori possibilità di procreare, replicarsi e quindi diffondere ancora, sulla terra, questa peste che siamo.

domenica 23 novembre 2014

pomeriggio al cinema

Ho finalmente visto il film di Martone su Leopardi. Mia personale impressione: bellino, ma senza entusiasmo. Al suo meglio mi ha fatto pensare al cinema didattico dell'ultimo Rossellini. Al suo peggio ha omesso, con tutta la sua voglia di "capire" Leopardi, proprio il momento centrale della sua evoluzione umana e artistica, cioè la fuga da Recanati e l'incontro con Antonio. Su quest'ultimo punto consiglio all'enorme schiera di gente che ho sentito propinare le più grosse puttanate gossippare nel dibattito post film, un bellissimo libro che parla del rapporto triangolare Giacomo-Fanny-Antonio e degli ultimi giorni napoletani di Leopardi: I tempi dell'ultimo Leopardi di Mario Marti (ed. Congedo). 
Poi vorrei ribadire al mio vicino di sedia che ha passato tutto il tempo a a controllare il suo smartphone e a un certo punto, a metà film, ha avuto addirittura il coraggio di mettersi a fare una telefonata per dire a un suo amico che si stava annoiando, che non gliel'ha mica ordinato il medico di restare al cinema se il film non gli piaceva, e che di sicuro (qualsiasi cosa si pensi dell'opera finale) un film su Leopardi non è e non sarà mai un western e quindi lo sai cosa ti puoi aspettare se vai a vederlo. Se non lo sai forse è ora che tu faccia una ricerchina su google, la risposta a qualsiasi dubbio cosmico. O, in alternativa, prendi il tuo telefono e ficcatelo in culo, ne avrai di sicuro grandi e poetici benefici.

sabato 11 ottobre 2014

definizione

Sono due giorni che ci penso e ci ripenso, ma ancora resto in dubbio. Insomma, mi chiedo, se uno se la prende con un nero è un razzista; se uno se la prende con un gay è un omofobo; se se la prende con una donna è (nel migliore dei casi) uno stronzo. Nemmeno ne parlo della violenza sugli animali. Ma continuo a chiedermi, se uno se la prende con un ragazzino (maschio, etero, con lo stesso colore di pelle e cresciuto nello stesso contesto sociale) e lo sevizia brutalmente solo perché il ragazzino è sovrappeso e quindi dà fastidio al suo senso estetico, tu, un tipo così, come lo definisci? Un dandy? E ho quasi paura di dargli una definizione, perché le parole in questo caso sono un male, definire certe cose a volte suona quasi come giustificarle, incasellarle in un concetto più grande, odioso ma razionale, contenere il senso di un vuoto che non è più solo sociale, ma è proprio dell'anima. Ecco, io ci provo, ma non riesco a trovare delle definizioni per un gesto così, mi interrogo sempre, ma non le so (voglio) trovare. Così, allo stesso modo, mi vorrei tanto incazzare, ma non ci riesco. Mi sento solo disgustato, avvilito, per nulla in pace col mondo.

venerdì 11 luglio 2014

le parole rivelano il cuore

Se prendete un albero buono, anche il suo frutto sarà buono; se prendete un albero cattivo, anche il suo frutto sarà cattivo: dal frutto infatti si conosce l'albero. Razza di vipere, come potete dire cose buone voi che siete cattivi? Poiché la bocca parla dalla pienezza del cuore. L'uomo buono dal suo buon tesoro trae cose buone, mentre l'uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae cose cattive. Ma io vi dico che di ogni parola infondata gli uomini renderanno conto nel giorno del giudizio; poiché in base alle tue parole sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato.

(Matteo)

sabato 17 maggio 2014

proposta

17 maggio, giornata contro l'omofobia e ancora non capisco, che significa? A che serve? Ma che il 17 maggio diventiamo tutti più buoni come a Natale? Ma non sarebbe meglio, una volta tanto, cambiare prospettiva?
Io propongo: istituiamo la GIORNATA CONTRO GLI OMOFOBI. In questa giornata hai piena libertà di andare da un omofobo, meglio se in compagnia, e riempirlo gratuitamente di botte e insulti solo perché LUI non la pensa come te. Cattiveria per cattiveria, almeno tii prendi le tue soddisfazioni. E poi, ma perché devono essere sempre i gay le vittime designate o da proteggere, quasi fossero una specie animale a rischio? Sono persone, mica panda. Ma vi rendete conto di quanto è offensivo?
Infine, considerate l'importanza terapeutica di una giornata come quella che ho proposto. Parafrasando un celebre aforisma, basterebbe che un solo omofobo, magari mentre lo si picchia a sangue, aprisse gli occhi e il proprio cuore al dolore degli altri, e la salvezza del mondo sarebbe un po' più vicina.

sabato 5 aprile 2014

la cattiveria

Spesso sono triste perché mi manca la cattiveria. Vorrei leccare tutto il dolce che gronda dalle mie parole e parlare di gente che ha dato calci nella pancia delle donne incinte, o piscia nei bicchieri e offre questo suo champagne a puttane con le quali fa le notti in giro. Per raccontare la vita d’oggi bisogna avere la forza delle giovani madri che partoriscono per le strade e gettano questo mucchietto di carne nei bidoni della mondezza. E io insisto a dire che bisogna ascoltare la sinfonia della pioggia. Purtroppo non so fare di meglio, e le corde della tenerezza mi tengono lontano dall’orrenda verità. L’ottimismo della notte è venuto a fermarsi, tremolando, davanti alla luce della candela e al bianco del latte dentro al bicchiere.

(Tonino Guerra, da Polvere di sole)

sabato 1 marzo 2014

gatto sotto la magnolia

È un gatto sotto la magnolia in fiore
chiuso nelle spalle, caldo
nel letame. Non vede in alto
i petali tesi come pugni piantati nel cuore.

Non vede come tutto muove
quest’inverno, anima mia,
senza più meta o ragione
che non sia una mite cattiveria

un blando scetticismo senza onore.
Dorme, teso nella spalla
sordo a ogni richiamo. E tutto quanto vuole
è un letto di letame e poi più nulla.

mercoledì 15 gennaio 2014

nel bel mezzo del gelido inverno



Quello nella foto è il trullo che mio padre ha ereditato da mio nonno, insieme a una piccola vigna, alle Fogge di Barnaba (una piccola contrada di Martina Franca). Da anni, come si vede, è disabitato. La notte scorsa dei vandali ci sono saliti in cima e con dei martelli hanno staccato e rubato le sfere in pietra dei pinnacoli, probabilmente per rivenderseli. Mio padre ci è rimasto molto male, non solo per il furto, ma anche per i danni ai coni, come se già non bastasse l'IMU che puntualmente dovrà pagare sulla struttura. Sono i segni della crisi, gli ha detto un vicino, è la fame che ti fa fare queste cose. Mio padre gli ha risposto che, se avevano tanta fame, si potevano mettere a zappare la terra come faceva nonno, almeno costruivano qualcosa invece di distruggerla. Ma è questo, penso io, il segno dei tempi. Questo senso di rapina che ti spinge a rapinare a tua volta, a prendere tutto ciò che puoi finché puoi, prima della fine e senza alcun rispetto, anzi, con la segreta speranza che domani si stia tutti un poco peggio.

giovedì 4 luglio 2013

non è colpa dei vecchi se se ne stanno al sole sui muretti...

Non è colpa dei vecchi se se ne stanno al sole sui muretti
a decidere per noi, pontificare o ancora meglio negli uffici
a sciogliersi in scorregge sulle loro sedie nuove di pelle
come ghiaccioli, gli sguardi buoni da bravi nonni
sempre pronti a giudicare la troia che passa senza danno
pieni di rancore per una giovinezza perduta a far denaro, per il mondo
che più non li comprende, non è colpa dei vecchi
è colpa nostra, che più non siamo buoni a scalciare scalciarli
fuori dalle palle come muli, in fondo al culo, castrali in via definitiva
che non si riproducano in ufficiali provinciali in divisa
ubriachi di potere rasoterra, banchieri frustrati nel sesso
e medici in vacanza, padri senza pensiero per i figli
farli schizzare fino alle stelle con un grosso calcio
nelle labbra per zittirli, riportarli al sangue di Gesù bommino
che non ci rende fratelli ma vittime allo stesso livello
e perderli nel buio, nello spazio profondo dei loro squallidi
universi mentali, con il coltello finalmente dalla parte del manico.

giovedì 18 ottobre 2012

motti e aforismi privati

Ripescando un po’ dal passato del blog e un po’ dal mio profilo fb, pubblico qui alcuni aforismi o motti che ho raccolto nel tempo. Quelli senza attribuzione sono miei, gli altri di amici.

Tempi amorali richiedono persone amorali.


La vita fa di questi scherzi. Pensi di aver trovato l'amore, invece cambi solo coinquilino.


Cosa conta essere migliori o peggiori se non si è almeno uguali?


Cosa fai nella vita? Riempio gli spazi.


Il titolo del mio prossimo romanzo: UTERO, ADDIO!


Adieu, ma moustache, au revoir.


Non ci sono molte persone veramente cattive. Il problema è sopportare i difetti di tutti.


La grappa è la migliore amica dell’uomo.


Sei un po’ blues tu. Bevi, sei lento, stai attento alle sfumature. (Claudio Fusillo)

 
Lascia aperte le ferite, è da lì che passa la luce. (Paolo Vites)


L’amore è pratico. Si nutre di concretezza. (Marian)


Una casa non serve, sono solo costi inutili. Basta una stanza per essere liberi. (Alfredo)


Siamo troppo fichi per finire male. Abbi fiducia nella mediocrità italiana. (Licia Vignotto)


L’ottimismo non ci basta! (Rob Lacarbonara)


Internet è un potentissimo mezzo per dare voce agli imbecilli. (Gianluca)