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martedì 8 gennaio 2019

giuramento

Lo giuro sulla cipolla di Acquaviva e dinanzi al percoco di Turi, figli di primo letto del creatore e, quindi, parenti stretti del mio sangue. Alcuni millenni orsono io tenevo un’anima peuceta – peuceta doc – che campava in mezzo a un campo di vocaboli seminati apposta da antenati casaruli. Un piede a bagnomaria nella salsarossa della terra e un piede a bagnomarea nel bacile mediterraneo. Le mani, fedeli a se stesse, erano libere di toccare l’orizzonte per avvicinarlo all’aldiqua, un millimetro d’azzurro al giorno, finché non riuscivano a sfrusciare con l’indice il corpo ancora bagnato dell’alba, durante una luce che mi allucertolava. 
Abitavo la provincia del basilico in calore, dentrodentro una lingua corposa e pietrosa e generosa, specialmente alla controra, quando si metteva a fare una iosa di cantilene memorie dolori. 
Al posto degli occhi due olive pasole; al posto del cuore un fringuel-lino, che girava attorno attorno all’amore per farne pazientemente un nido di suoni nostrani. 
Siccome ogni notte facevo sempre lo stesso sogno colorverde, finii per accasarmi con una bella zucchina, reginella signorina, devota alla santissima ostia del sole per le tante grazie ricevute. E così nacquero storie e storielle, geologie e geografie, poesie e paesie. 
Fui sepolto a metà strada tra una vecchia luna e un giovane maestrale di paesaggio: al mio funerale vennero formiche e cicale di ogni razza, in pace tra loro: dalle mie ceneri mischiate alla calceviva spuntò una tribù di campanili a vela. 

[Lino Angiuli, Madreterra Madreterna, Quorum 2018]

martedì 6 dicembre 2016

mi hanno chiesto...

Mi hanno chiesto chi si nasconde dietro la copertina del mio ultimo libro.
Non ho saputo resistere.

venerdì 9 ottobre 2015

icona

Fenomenale. Se cerchi Antonio Lillo su Google Immagini la prima foto che viene fuori (con tutte quelle di cui ho disseminato il web) è quella in cui sono nudo sulla tazza del cesso. Ma nemmeno Frank Zappa! Un giorno, quando sarò morto, sarà quella la mia icona, sono quasi certo. Sulla tazza scriveteci Europa.

domenica 19 gennaio 2014

la rosa

È la rosa dei miei trentasette anni quella dai petali discreti appunto di un rosa delicato che scossa dalle piogge di gennaio si aggrappa alla sue spine e resiste. Imporporata di umori la sua luce risplende dolorosa e mite nell’oscurità che le si chiude intorno.