lunedì 29 aprile 2019

cittadinanza

Continuo a ripensare, con dolore, al pensionato ucciso in un paese qui vicino. A Di Maio che dice che la sicurezza dei nostri concittadini deve venire prima di tutto. E al fatto che quei ragazzini annoiati, imbecilli o delinquenti che fossero, erano nostri concittadini anche loro, e che per qualcuno è più facile puntare il dito contro il nemico quando viene dal mare rispetto a quando ce l'hai già dentro casa. Che forse quei ragazzi, adesso che nel cuore non sono più nostri concittadini, perché non li riconosciamo come tali, sono pur sempre figli di nostri concittadini, e quindi, a sentire la Meloni, per induzione, dovremmo togliere la cittadinanza anche ai genitori, così come ai loro insegnanti che li hanno educati male e tutti quelli che sapevano e tacevano come si fa da sempre in provincia in questi casi. Tutti fuori dall'Italia, insomma. E mi chiedo se quei ragazzi, prima di perdere la loro cittadinanza, erano cattivi dentro o lo sono diventati dopo. E se erano cattivi dentro, perchè li abbiamo presi a bordo invece di lasciarli affondare? E se lo sono diventati, con chi ce la prendiamo adesso che non li possiamo ributtare in acqua?

2 commenti:

amanda ha detto...

L'uomo in branco è una brutta bestia, che agisca, che giudichi, sempre una brutta bestia rimane

Sabina_K ha detto...

Guarda un po'...non viene mai spesa una sola parola sui fatti criminali compiuti da italiani.
Mi sembra un po' come la storia degli stupratori di Viterbo che scrivevano incitando i maschi-compari a difendere le donne dagli attacchi sessuali degli stranieri...da quale pulpito!