Quel momento in cui leggendo il bando di un premio gratuito (che spesso sono i peggiori) e osservandoti come dall'esterno ti accorgi che la prima cosa che fai è vedere da chi è composta la giuria e quando leggi i nomi ti dici: Non ne conosco nessuno, non ho nessuna possibilità, nemmeno di arrivare in finale, lasciamo perdere, non buttiamo copie inutilmente. E ti accorgi così di essere entrato anche tu nel sistema dei premi.
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
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martedì 21 febbraio 2023
venerdì 17 febbraio 2023
se ho capito...
Se ho capito bene come funziona la cosa dopo le riviste sono venuti i blog dopo i blog i social dopo i social le dirette e i podcast adesso stanno ritornando le riviste, più o meno blasonate, che appena da gratuite chiederanno l'abbonamento ridaranno nuovo spazio ai blog. Dove comunque scrivono sempre gli stessi nomi che fanno e disfanno tutto loro. Poi ci sono quelli che scrivono sui giornali, che non li legge quasi più nessuno ma danno maggiore prestigio. Quelli sono su un pianeta a parte, come guardare Marte da Saturno, mentre sulla Terra la vita scorre uguale, con o senza di noi che andiamo a cena sulle stelle.
giovedì 14 novembre 2019
la pietra dello scandalo
Mi pare, ed è una cosa che sto notando con fastidio e dispiacere, che negli ultimi anni stia passando questo messaggio, specie fra gli autori più giovani: che per conquistarsi uno spazio di attenzione nell’asfissiante mondo editoriale, per attirare l’attenzione sui propri versi si debba ricorrere necessariamente a delle pose o atteggiamenti o proclami violentemente scandalistici. “L’importante è che se ne parli” non è una cosa nuova. Solo che un tempo, dopo i lo scandalo, erano soprattutto i libri a dar voce all’autore, adesso è l’autore a parlare, o meglio ancora a strepitare, solo per dire che c’è un libro, ma col rischio concreto che al libro non si arrivi mai, che l’unica cosa a rimanere alla fine sia soltanto lo scandalo, più o meno reale. Quello che forse infastidisce di più in tali polemiche create ad arte, è come spesso suonino palesemente inautentiche, frutto più della vanità personale che dell’ansia di opporsi a un’ingiustizia comune. In più, ed è la tragedia, tali polemiche sono spesso talmente povere o limitate nei contenuti da essere fortemente influenzate dal contesto di riferimento e da cosa quel contesto vuole: per cui persino l’autore “contro”, nell’espressione della propria contrarietà, si rivolgerà sempre e soltanto al pubblico compreso nel contesto che più lo avvalora (“ognuno riconosce i suoi” come citava Mazzoni) e, peggio, proprio per non venire ignorato, lo farà attraverso le modalità e i contenuti forniti dal contesto, cioè dall’alto, senza significative rotture. Insomma, tutto secondo canovacci preconfezionati in TV.
martedì 14 aprile 2015
dare fastidio
Io ho fiducia nei giovani. È la mia generazione che butterei via, quella degli arrangiati che con la scusa che sono cresciuti nella fame l’unica cosa che sanno fare è prendere e fregarsene degli altri, che fanno passare il messaggio che vincono i furbi e gli altri sono tutti fessi, quelli che quando c’è una fila devono per forza passare davanti. Quando vedo gente così, è più forte di me, io mi metto davanti a loro e li blocco, gli do fastidio. È una cosa piccola, ma è il mio modo di mettere in crisi quel sistema.
(Rosa, la mia vicina, una persona coi controcazzi)
martedì 11 settembre 2012
truffa
Con l’arrivo del Mercato Libero, branchi di rappresentanti si avventarono sulle nostre case come sciacalli affamati di truffa. Si può giustificare tutto questo solo pensando al bisogno dichiarato da alcuni di lavorare, ancora più alla gioia selvaggia che provoca l’inganno, il piacere dello stupro. Erano giovani senza avvenire, presi dalla strada e dunque senza scrupoli. Avevano cravatte intonate alla camicia.
I miei, sprovveduti a riguardo, confidando in quella giovinezza che per loro è futuro, proposta, si sono fatti fregare due volte, e qualcuna di più alcuni nostri amici, con contratti che prevedevano di farti risparmiare su luce e gas, chiedendoti in cambio più soldi. Né serviva esserne convinti, bastava uno scarabocchio sul foglio bianco per ritrovarsi le mani legate.
Abbiamo tentato lo stesso di rimediare alle truffe, e lottando contro un sistema che prevedeva di avere contatti unicamente con altri disgraziati messi un gabbia, polli d’allevamento nei call center, oppure con anonime caselle postali e ricevute di ritorno necessarie ma firmate chissà da chi, visto che poi delle nostre lamentele, nessuno sapeva mai niente.
Era un sistema fortissimo, inespugnabile come un castello, in cui la ragione non aveva spazio e persino gli avvocati erano inermi. Lo capimmo la prima volta il giorno in cui ci rivolgemmo a uno sportello clienti per chiedere comprensione e aiuto, e l’impiegato, con faccia di mattone, seduto a fumare, ci disse: “Non posso farci nulla. Scrivete una lettera.”
I miei, sprovveduti a riguardo, confidando in quella giovinezza che per loro è futuro, proposta, si sono fatti fregare due volte, e qualcuna di più alcuni nostri amici, con contratti che prevedevano di farti risparmiare su luce e gas, chiedendoti in cambio più soldi. Né serviva esserne convinti, bastava uno scarabocchio sul foglio bianco per ritrovarsi le mani legate.
Abbiamo tentato lo stesso di rimediare alle truffe, e lottando contro un sistema che prevedeva di avere contatti unicamente con altri disgraziati messi un gabbia, polli d’allevamento nei call center, oppure con anonime caselle postali e ricevute di ritorno necessarie ma firmate chissà da chi, visto che poi delle nostre lamentele, nessuno sapeva mai niente.
Era un sistema fortissimo, inespugnabile come un castello, in cui la ragione non aveva spazio e persino gli avvocati erano inermi. Lo capimmo la prima volta il giorno in cui ci rivolgemmo a uno sportello clienti per chiedere comprensione e aiuto, e l’impiegato, con faccia di mattone, seduto a fumare, ci disse: “Non posso farci nulla. Scrivete una lettera.”
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