martedì 11 agosto 2020

post acido

 Il paese è pieno di voci a riguardo, qualcosa di molto vicino al Fantacalcio, per cui potrei anche sbagliarmi, ma se le ultime cose che ho sentito sono vere c’è un gran casino, in seno alla sinistra così come a destra, per le prossime elezioni, determinato dal fatto che non ci si riesce a mettere d’accordo su chi “deve prendere i poteri” come diceva mio nonno. Tutti vogliono salvare il paese ma alle proprie condizioni e così non si fa un passo indietro né si fa un passo avanti e noi stiamo fermi a guardare il paese che va a rotoli. Va detta una cosa: la responsabilità di questo casotto è da attribuirsi a Tommaso Scatigna, che ha calcolato perfettamente i tempi per le sue dimissioni in modo da mettere in difficoltà la formazione di eventuali altre liste opposte a quella che avrebbe dovuto raccoglieva i suoi “delfini” o eredi: gli è riuscita così bene come mossa da scoppiargli in mano e mettere in difficoltà la sua stessa destra, spaccata e navigante a vista. E questo non me lo sto inventando io, ma che sarebbe successo era già stato messo in evidenza da Valerio Convertini con un’accorata lettera aperta pubblicata prima dello scorso Natale. Lettera rimasta inascoltata. Io però, anche se non lo condivido come metodo, non me la prendo troppo con Scatigna, perché Scatigna fa politica “e la politica è schifosa” (cit. Gaber), non guarda in faccia a nessuno. Si potrà dire che tutto questo non è corretto per il paese che ora si ritrova senza un vero dibattito, senza un’alternativa democratica visto che finora le nostre alternative politiche sono, forse, due liste di destra morbida, Bufano e se ci riesce Pulli (che sono sempre meglio del vecchio M.S.I.) a cui si aggiungono i 5 stelle di Lotito; ma potrebbe venirne fuori ancora un’altra di destra (!), manca ancora la Lega, mentre dalla sinistra io ancora non so nulla di preciso e prego tutti i giorni la madonna. Possibile, mi dico, che siamo passati in meno di un mese dalla seria possibilità di vincere le elezioni, dopo dieci anni di Scatigna, con una lista di sinistra preparata, cazzuta e giovane che trasporti questo paese finalmente nel 2030, a quella che ci si debba accontentare di due o tre liste di destra senza un progetto, ma raffazzonate all’ultimo minuto fra chi c’è c’è? E tutto questo perché non ci si riesce a mettere d’accordo, né a destra né a sinistra, su chi fa il capobanda? Se questa è l’alternativa piuttosto non vado a votare, mi rifiuto di partecipare a questa pagliacciata. E qui però, per par condicio sulle responsabilità, va detta un’altra cosa, ed è il vero motivo della mia rabbia. Se lo sapeva Valerio Convertini, così come lo sapevo io, che andava a finire così, e lo si sapeva da prima di Natale, immagino lo sapessero anche altri. E quindi, anche se Scatigna ha calcolato bene i tempi, anche se è stato cinico, anche se ha deciso da solo che per il paese non dovesse esserci un discorso politico ampio e maturo, perché di fatto con quella mossa ha bruciato da solo l’opposizione così come dieci anni fa bruciò da solo Bufano come concorrente diretto a destra, e prima ancora Antonio Lattanzio di cui prese il posto come vicesindaco sotto Petrelli, e pochi mesi fa la Pulli dalla propria pseudo-lista in formazione con una battuta sulla sua “mancanza di gavetta”, com'è possibile che gli altri, i suoi oppositori diretti, non si siano mossi prima, che non lo abbiano anticipato, che abbiano aspettato fino all’ultimo per accordarsi, quando la tensione del cronometro non ti permette di essere lucido, di cercare un dialogo pacato? Lo hanno fatto e non ce ne siamo accorti noi? È stato tutto a causa del COVID che impedivano gli incontri (e anche se nello stesso periodo c’era gente che si ammazzava di lavoro per ore davanti a una webcam)? O forse hanno preso sottogamba Scatigna perché nel frattempo lo hanno perculato a Propaganda Live? Pensavano che ci volesse di meno a organizzarsi perché nessun altro avrebbe tirato fuori un ego più grosso del proprio? Io non lo so, e magari sto scrivendo minchiate, ma penso anche che Tommaso Scatigna sarà quel che sarà, tutti i giorni gliene dicono di tutti i colori, ma mi pare che abbia fregato tutti ancora una volta, lasciando il paese non si capisce in mano a chi; e mi viene il dubbio che tutto questo stia succedendo forse perché lui è stato più bravo, forse perché chi gli sta di fronte ha peccato di presunzione o non è stato altrettanto furbo.

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