domenica 30 maggio 2021

il passero rosso

Ho ancora dei tuoi libri a casa, tutti di Bukowski, manco a dirlo. L'idea era quella di coltivare il pessimismo ottimistico, ma mica sempre ti riusciva. Ricordo certe incazzate epiche, a volte per un niente. Una volta te la sei presa per un panino con la mortadella. Eri comunque più libero di me, ma anche per questo più solo. Il che non ho mai capito se fosse un bene o un male. Però avevi un modo di parlare lento, a tratti stonato, forse per tutto il vino che ti sei bevuto negli anni, e per forza di cose, con te, uno doveva fermarsi e buttare all'aria ogni altro impegno e starti dietro. Qualche volta, lo confesso, ti ho bestemmiato i santi, ma era un’arte anche quella, in fondo, l’arte della chiacchiera e dei discorsi lunghi tirati fino a tardi. A dirsi cosa poi? Io non mi ricordo più niente, solo tutto quel tempo che se ne andava e questa cosa del pessimismo ottimistico e un certo brindisi che abbiamo fatto una volta, «Alla cattiva scrittura e ai pessimi amori», anche quello fregato a Bukowski.


 

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