venerdì 6 gennaio 2012

grasso

Per tutti gli amici interessati sabato 7 gennaio alle 19 su Radiotre, durante la trasmissione Il Cantiere, la Compagnia teatrale Tintin presenterà Grasso, di Antonio Lillo, con Elisa Gestri. Montaggio audio di Michele D’Onofrio, regia di Elisa Gestri e Michele D’Onofrio.

"Grasso è la trasposizione radiofonica di un omonimo racconto di Antonio Lillo. La storia, più ancora che sull’obesità (come si potrebbe facilmente presumere dal titolo) affronta il tema della solitudine e dell’infelicità infantile, del dramma di una crescita a confronto col cinismo o con la faciloneria amorale dei grandi, osservata dal punto di vista di un bambino la cui visione, tutto sommato ottimistica o romantica della vita, viene prima negata e poi schernita proprio dalle due istituzioni che maggiormente dovrebbero tutelarla, coltivarla, e cioè la famiglia e la scuola.
L’orrore insito nel racconto è determinato proprio dal fatto che ciò accade non per cattiveria ma per eccesso d’amore, eccesso che tende ad assumere delle deformazioni talvolta mostruose o grottesche, altre inutilmente crudeli, fino a compromettere del tutto la sanità del piccolo, che da un certo momento in poi non riesce più ad accettarsi così com’è, perché ha cominciato a filtrare il proprio sguardo attraverso quello critico degli adulti.
Lungi però dall’essere un racconto didascalico, ciò che lo contraddistingue è proprio la freschezza narrativa, determinata dal punto di vista utilizzato che, assumendo la fisionomia del bambino in oggetto, non esprime mai giudizi ma tende semplicemente ad esporre i fatti così come li ha recepiti, come per darsi e per dare una spiegazione (ma non una soluzione) all’attuale disagio esistenziale.
Proprio per questo il modello di riferimento appare quello autoanalitico ma sempre paradossale e ironico di matrice sveviana. E la performance di Elisa Gestri presta voce al suddetto sfasamento di una vita attraverso un trattamento che tende a evidenziarne il lato più marcatamente sardonico."

martedì 27 dicembre 2011

mio filone

essere io quel minatore e non
l’intera miniera
per strapparti col colpo di piccone
e non dovermi ancora
immaginare
bucolungo ancora
da scavare

sabato 17 dicembre 2011

ecco ti specchi così morirai...

Ecco ti specchi così morirai
per eccesso di cure pasticche
o scaldino nello sprazzo
di sole braccato in giardino

dove consuma lo zefiro la carne
che frolla presagendo
lo scatto vano di memoria e
denuda a ogni perdita le vene

fotografia e jazz



Da guardare ascoltando questa.

giovedì 15 dicembre 2011

ovunque sulle case

frullano i piccioni amorosi
ubriachi di sangue e di rose
in un cielo vermiglio struggendosi

giovedì 8 dicembre 2011

da capovento

Gli spiriti scrivono lettere
da Capovento a volo d’uccello
dal pozzo profondo d’inverno
fino ai confini dell’artico
scrivono lettere come sospiri
lettere sui vetri appannati
passi accennati di danza
che annunciano lo squillo di tromba
il ritorno di Louis Armstrong mai morto
tra le foglie del mangiafumo
la promessa dell’alba ma dopo
un’interminabile notte
e la fuga del negro danzante
alla caduta del vetro.