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domenica 11 ottobre 2020

una storia domenicale

Un autore mi chiamava ogni domenica per sapere se avevo letto il suo manoscritto. Io all’inizio rispondevo per gentilezza, poi ho cercato di evitarlo. L’ultima volta, esasperato dai continui tentativi, gli ho risposto in maniera scortese: «Ma perché mi chiami di domenica, non ce l’hai una vita sociale, degli amici? Non è meglio andare a farsi una passeggiata di domenica?». Lui, molto seriamente, mi ha detto: «Guarda che il resto dei giorni io lavoro, posso dedicarmi alla scrittura solo la domenica». Io: «E chiami me?». Lui: «Sto cercando un editore». Io: «Ho capito, ma nemmeno io lavoro la domenica». Lui: «Va bene, scusa se ti ho disturbato. Lo hai letto il mio manoscritto?». Io: «No». Lui: «Grazie di avermi risposto». Io: «Buona domenica anche a te».

lunedì 29 luglio 2019

avere tempo

C'è sempre qualcuno che ti manda la sua proposta editoriale di domenica. Ma questo qui è speciale, infatti sai che è una proposta editoriale soltanto perché nell'oggetto c'è scritto: Proposta editoriale. Senza nemmeno un rigo di presentazione. Tu guardi l'allegato pensieroso come se ci fosse collegata una bomba, però lo salvi in cartella di lettura e poi rispondi al tipo per dirgli che hai ricevuto il tutto e per chiedere come mai non ti ha scritto nulla nella mail. E quello ti scrive che ieri era domenica e non aveva tempo.

domenica 21 luglio 2019

domenica mattina...

"Spett.le casa editrice Interno Poesia, con la seguente vorrei proporvi una mia raccolta di poesie che sarei interessato a pubblicare. Luigi".
"Salve Luigi, ha sbagliato casa editrice. Noi siamo Pietre Vive Editore non Interno Poesia. Loro stanno al portone accanto. Un saluto e tanti auguri per il suo manoscritto. Antonio".

sabato 16 febbraio 2019

due atrocità e un nonluogo

Ieri sera nella trasmissione della Palombelli ho sentito due atrocità. Le riporto qui, non tanto per puntare il dito contro la trasmissione in sé, ma perché mi pare abbiano il carattere del luogo comune, cioè sono cose che molte persone pensano. Ecco, volevo ribadire il fatto che invece, per me, sono atrocità. La prima, pronunciata da un giornalista, diceva che i centri commerciali non andrebbero chiusi la domenica perché sono luoghi per socializzare. A me dei centri commerciali non frega una benemerita mazza, ma non si socializza in un centro commerciale – che è notoriamente un nonluogo – ci si aliena. Proprio come davanti alla televisione. Se questo, per la élite culturale del paese, è quanto di meglio abbiamo per socializzare, allora è vero che ci considerano tutti dei palombi in gabbia, oppure che sono capre ignoranti quanto noi. Una politica culturale seria, che in Italia s’è fatta poco o nulla, invece di preoccuparsi dei centri commerciali, cercherebbe di trovare un modo per incentivare ad andare a teatro la domenica, ad esempio. La seconda atrocità, invece, ribadisce un pensiero un tempo caro a Beppe Grillo, ovvero che Umberto Bossi è stato uno statista. Io non so che peso si dia alla parola statista oggi in politica, certamente basso, ma a questo punto non capisco perché Craxi è morto in esilio, mentre uno come Bossi è senatore. Bossi è il peggio di quanto la nostra cultura da centro commerciale ha mai espresso: un fanatico, un violento, uno squadrista che ha sempre inneggiato all’odio, al razzismo, uno per cui, come ricordava bene Martelli ieri, il vero problema erano i “terroni” e lo pensava sul serio, un uomo che ha abusato del suo ruolo politico per rubare a man bassa dalle casse dello Stato. In tutto e per tutto un pezzo di merda. Ieri, dopo il ricordo di Martelli, la Palombelli ha cercato di stemperare le cose dicendo: “era il 1994”. Infatti i tentativi di secessione di questi giorni ce li stiamo solo sognando.

domenica 20 agosto 2017

lo scrittore della domenica

Viene a trovarmi, rigorosamente a casa come ogni volta che sto in vacanza, il classico scrittore seriale che coltiva velleità autoriali, per propormi la pubblicazione di una sua raccolta di poesie. Ovviamente, aggiunge, con rischio di impresa da parte mia, perché l’editore lo riconosci da quello, dal fatto che fa girare i soldi per sé e per gli altri. Gli comunico che dall’anno prossimo, proprio perché ho deciso di migliorare l’aspetto commerciale del mio lavoro, sto pensando di non pubblicare più poesia, che non vende abbastanza, e passare magari a un altro genere. Tipo? Non so horror o thriller… Perfetto, mi dice entusiasmandosi, ho una raccolta di racconti dell’orrore che non ho ancora pubblicato! Oppure, aggiungo subito, andare sul sicuro e fare letteratura erotica che quella vende sempre. Ma guarda che coincidenza, mi fa, ho appena terminato un romanzo erotico che ti devo far leggere! Ma tutte tu le scrivi?, gli dico. E con tutto sto talento nascosto con me stai a perdere tempo?, ma vai da un editore più grande! Sono tutti dei venduti, mi dice schifato, pensano solo a far soldi, pubblicano i soliti noti e non si impegnano sul talento degli altri!

domenica 8 settembre 2013

dev’essere difficile...

Dev’essere difficile
sentirsi madre di un poeta
guardare il male
che si arrovella in lui
senza più soluzione
e il bene che parla
ma in sanscrito
e perciò senza più effetto
che emerga dal buio.
La domenica specialmente
aggirarsi per le stanze
senza tregua
cercando quello che non ha
la sensazione
che si avverte da bambini
rifugiati nel lettone dei grandi.

domenica 18 agosto 2013

sabato 17 agosto, muore un amico...

Sabato 17 agosto, muore un amico
e a noi non rimane che una domenica per ricordarlo
e questo sole malato che ha svuotato la piazza
lasciando tutti stremati dopo un’altra
festa inutile, senza più musica ma chiasso
coi gradini dove una volta siedevamo
macchiati per sempre di rosso. Non c’è silenzio
necessario ai ricordi per dispiegare le ali
per ripetersi ancora una volta. Sulla lingua
la tua voce quando salivamo il corso e t’informavi
di me del mio lavoro, m’informavo io della salute
e mi dicevi ogni volta “sto bene, l'abbiamo presa
in tempo” e intendevi la vita.

domenica 17 marzo 2013

proiezioni della domenica con morale

La domenica che vorrei – Mi alzo tardi perché sono rientrato all’alba dopo aver passato il mio sabato notte in giro per pub che normalmente non mi posso permettere. Faccio le mie tre serie complete di addominali (che piace tanto alle ragazze). Doccia e barba. Poi ascolto un live fico di Miles, perché si sa che dire che ascolti il jazz ti dà quel certo tocco di classe. Quindi, già che c’è il sole, esco per socializzare e se proprio voglio tirarmela vado al mare.
La mia domenica reale – Mi alzo all’alba perché soffro di insonnia, dopo che ho passato il sabato sera da solo a casa bevendo liquorini artigianali. Mi trascino in pigiama per la casa senza concludere nulla di importante (leggiucchio, scrivo un verso monco). Mi rado il collo, giusto per ritrovare la linea della barba sotto il mento. Ascolto un live fico di Miles, perché Miles va sempre bene per tutti, i belli e i brutti. Continuo a trascinarmi in pigiama per la casa fino all’ora di pranzo.
Morale – In fondo al cuore sono un borghese. La mia pigrizia mi salverà.