Tremenda questa cosa che la maggior parte dei libri dopo una certa età ti annoiano tutti... Come nel matrimonio, il vero miracolo da un certo momento in poi è trovarne uno che come lo cominci lo finisci...
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
domenica 2 aprile 2023
domenica 18 settembre 2022
il sistema
Giovedì impagini il libro di D. e di E. Ti chiama A., ti chiede: “Perché non stai promuovendo il mio libro?”. Ti scusi, lo faccio domani. Venerdì ti svegli motivato: Oggi promuovo il libro di A. e visto che ci sono anche quello di B. e di C. Ma fra comunicati, email, telefonate, la promozione ti porta via anche il giorno dopo. Sabato sera hai mal di testa e sei in overdose da rapporti umani. Ti chiudi nella tua stanza, addio weekend. Domenica ti chiama D., ti chiede: “A che punto è il mio libro? Hai finito di impaginarlo?”. Ma è domenica, appunto, e devi ancora chiudere le carte per il commercialista, leggere un contratto, scrivere la mailing list, rispondere alle email. Lo faccio domani, dici. Lunedì ti chiama tuo padre, ha un problema imprevisto col medico e gli servi, rimandi a martedì tutto il resto. Martedì, però, devi chiudere le spedizioni per il corriere, sollecitare (inutilmente) quelli che non ti hanno pagato, già che ci sei passare l’aspirapolvere. Mercoledì ti svegli motivato: vado a Bari a rifornire le librerie. Ma ti chiama tua madre, ha un problema con tuo padre e gli servi, rimandi l’uscita a giovedì. Mercoledì pomeriggio D. si fa risentire (nervoso): “A che punto è il mio libro? Hai finito di impaginarlo?”. Ti scusi, lo faccio domani dici. Giovedì impagini il libro di D. Ti chiama A e ricominci. Lo racconto a un amico, mi dice: "Che vita di merda che fai, Anto’, non puoi fare tutto da solo, devi prendere qualcuno". Sì, ma come lo pago? "Fai come gli altri, trovati un secondo lavoro". Mi sembra un discorso assurdo. Non ho il tempo di fare un lavoro come si deve, e dovrei fare due lavori per pagare un altro al posto mio? "Allora fai come gli altri, prendi uno/a stagista, lo/a sfrutti, non lo/a paghi…"
domenica 18 agosto 2019
hanno inventato il sole
giovedì 24 maggio 2018
snob
martedì 7 febbraio 2017
incontro con vittorino curci
sabato 17 settembre 2016
il lavoro culturale
venerdì 29 gennaio 2016
la seconda
giovedì 17 dicembre 2015
noia
mercoledì 16 settembre 2015
stroncature
mercoledì 13 febbraio 2013
di taglio e cucito
Così, senza voler troppo aggiungere (alimentando chiacchiere inutili su chi non ne voleva affatto), ho pensato che almeno un paio di poesie sue dovevo pubblicarle. Magari poesie un pizzico meno famose di altre che potete tranquillamente trovare in giro. Ho scelto così tre poesie “casalinghe” dal suo ultimo e quarto libro, Stella Variabile, a cui sono particolarmente legato perché regalatomi per un mio compleanno. La prima è tipicamente sereniana nel trascendere l’episodio comune (il trasferimento in una nuova casa) per una riflessione più ampia sulla morte da parte del poeta ormai anziano. La seconda è ancora più inquietante, il quadretto famigliare di un litigio con la nipotina che si trasforma in una visione sulla fatalità della storia nei campi di concentramento. La terza, dedicata alla vecchia moglie, è semplicemente commovente. Sono le poesie di un uomo che si avvia lentamente alla fine, ma con la forza di guardarsi ancora intorno con sguardo lucido e cuore aperto.
Stella Variabile è, per certi versi, un libro imperfetto, non tutte le poesie sono all’altezza del poeta Sereni, eppure tutte raccontano la storia dell’uomo Sereni, e in fondo anche questa è una rivoluzione della sua scrittura: il considerare ogni momento, ogni più modesto particolare, degno di essere vissuto e raccontato, per il semplice motivo di considerare la vita (di chiunque, persino in tanto nulla) il dono più prezioso di tutti.
e catastrofe
nella casa dove sei
venuto a stare, già
abitata
dall’idea di essere qui per morirci
venuto
– e questi che ti sorridono amici
questa volta sicuramente
stai morendo lo sanno e perciò
ti sorridono.
dei giorni lunghi e torridi
Vedo. Ma è l’angelo
DI TAGLIO E CUCITO
