mercoledì 10 agosto 2011

lo scoglio

Sedere su uno scoglio, perso in mare
attraversato dalle onde, dal passaggio dei gabbiani.
Sentire il vento di burrasca avvicinarsi. E
Vento, portati via tutto! il dolore, l’insonnia
e tutto quello che non dico!
A cosa serve esserci, se non riesco a muovermi?
Solo ad osservare quelle nuvole in fondo
il nero che incombe.
Chi mi ascolta, e se mi ascolta
chi altro parla la mia lingua? Mi restano soltanto i pesci.

martedì 9 agosto 2011

lou reed e l'amore - berlin



“Ho sempre sognato di fare una canzone come quella su Berlin, una cosa alla Barbra Streisand. Un pezzo lento, tipico da nightclub. Ecco, se fossi stato Frank Sinatra mi sarei allentato la cravatta e mi sarei acceso una sigaretta. Quand’ero a Parigi la feci così. Non suonavo. John suonava il piano e io stavo seduto su uno sgabello, con le gambe incrociate. Durante l’intermezzo strumentale mi accesi una sigaretta, feci un tiro e dissi: ‘Era il Paradiso. Era l’Eden. Era vera beatitudine.’ Facevo finta di essere Billie Holiday. Il modo in cui articolava le parole, come cantava. Beh, credo di essere un grande attore.” Da un’intervista a Lou Reed.

lunedì 11 luglio 2011

una poesia di antonio porta

Con questa lingua aerea
che non vuol farsi corpo
che non diventa dura abbastanza
per penetrarti come meriti,
puttanapoesia,
per farti inginocchiare
e dire la verità
che per essere veramente poeti
occorre un’intelligenza sovrumana.

(da Yellow, Nuovo diario, 16.9.1986)